Cerca
  • VoceallaRadio

SUPPORT BURUNDI.



Da decenni, i giornali e i servizi giornalistici, prima la televisione e ora anche via internet e particolarmente i social media, sono pieni di immagini di gente che scappa da disastri. In molti di questi casi i servizi si concentrano sui disagi che creano nei paesi di destinazione e pochi degli utenti si chiedono cosa spinge milioni di persone a lasciare i paesi di nascita per affrontare sfide e rischi che noi nei paesi avanzati stentiamo a capire.


Un continente in particolare è stato soggetto a guerre, colpi di Stato e altri scontri che spesso nemmeno vengono nominati nella stampa occidentale e quindi ci meravigliamo dei barconi che sfidano le acque, del traffico di gente che fin troppo spesso capisce benissimo che rischia di non arrivare a destinazione, come hanno dimostrato alcuni carabinieri italiani parlando delle lettere alle famiglie che spesso trovano sui corpi di non ce l’ha fatta.


L’Africa è un continente che, almeno in teoria, dovrebbe essere ricco, ma per motivi legati non solo alle politiche dei loro governanti, ma anche per via di decisioni prese in uffici governativi in altri continenti, non riesce a trovare la stabilità necessaria per poter superare le crisi create da guerre e disastri naturali.


Burundi: Negli ultimi giorni guardando sui social media alla ricerca di notizie e per avere scambi con utenti da altri paesi, abbiamo ricevuto una domanda di amicizia da un gruppo nel paese africano di Burundi. Dopo uno scambio amichevole di battute in francese ci hanno offerto di inviare informazioni sulle loro occupazioni in quel paese e, malgrado il linguaggio asciutto e formale, la lettura di alcuni passaggi del documento ci ha fatto venire i brividi perché rivela realtà orrende che si possono intuire solo vedendo chi fugge, ma non sappiamo niente di quel che è veramente accaduto.


L’A.P.S.H., L’Association pour la promotion de la promotion de la Santé Umaine (l’Associazione per la promozione delle Salute Umana) del paese lavora con gli orfani, gli svantaggiati e le altre vittime dei disastri che hanno colpito quel piccolo paese africano. Nel leggere una parte della loro presentazione si capisce di più la piaga che affligge non solo il Burundi ma molti paesi africani da troppo tempo.


Un paragrafo riferisce: “In seguito alle guerre etniche-socio-politiche nel Burundi, in seguito al flagello del HIV/AIDS che fa scomparire molte famiglie, in seguito alla mancanza di terre coltivabili che causano carestie delle famiglie, in seguito al cambiamento delle condizioni climatiche che a volte causano carestie, così i bambini lasciano le loro famiglie per andare nella città e scoprire come vivere.”

La Bibbia Cristiana parla dei “Quattro Cavalieri dell’Apocalisse”, e in queste poche righe si può immaginare il secondo Cavaliere che rappresenta la Guerra, il terzo Cavaliere della Carestia/Giustizia Sociale e il quarto Cavaliere che rappresenta la Morte. L’Unico che manca è il primo Cavaliere che rappresenta l’Anti-Cristo che annuncia l’arrivo dell’Apocalisse, ma non dubitiamo che per molta gente in Africa l’Apocalisse in qualche forma sia già arrivata.


Aiuti: L’opuscolo dell’A.P.S.H. parla di aiuti che dati non solo agli orfani del loro paese, ma anche alle vedove e le altre vittime colpite fisicamente dalle guerre, scontri e le condizioni locali. Forniscono cibo, indumenti, protezione e medicine per chi ne ha bisogno e cercano di aiutare chi vuole fare una vita nuova.

I loro aiuti vanno anche alla famiglie che stanno ancora insieme e non consiste solo in aiuti materiali, cibo ecc., ma soprattutto nell’aiuto più importante che si possa dare ai più giovani, perché è sempre la chiave per un futuro migliore, l’educazione, perché noi occidentali spesso dimentichiamo che se una famiglia non riesce a dare da mangiare ai figli, la scuola è semplicemente impossibile.

L’educazione della popolazione a lungo termine è l’unico mezzo efficace per aiutare i paesi a uscire dalle loro crisi.

Naturalmente le vittime non si limitano solo ai più giovani, ma anche a coloro che spesso hanno visto più di un disastro e che sanno che tutto continuerà in modo sempre più crudele.

Gli anziani occidentali sono abituati a programmare la vecchiaia, magari con investimenti, con le pensioni pagate da anni di lavoro e in città serene e comode. Come fa la gente in Africa a programmare un futuro, di qualsiasi tipo, se non sanno se e quando arriverà la prossima guerra, carestie o epidemia causate da condizioni sanitarie atroci?


Occidentali: Mentre noi occidentali guardiamo le immagini dei barconi e magari di una delle guerre che occasionalmente vediamo sui nostri schermi televisivi, spesso non ci rendiamo conto che le armi utilizzate per queste guerre, civili e non, sono state fornite dai nostri governi per proteggere risorse naturali importanti, provenienti proprio da quei paesi africani a destinati per le nostre industrie, a partire dall’elettronica, che ormai è fondamentale per la qualità della nostra vita.

Per proteggere il lavoro di operai in Europa, America e altri paesi, i governi cercano di assicurarsi la fornitura di materie prime importanti e il costo in vite umane perse e in ondate di profughi non è altro che un effetto collaterale di questi interessi non solo nazionali, ma anche di molte società multinazionali.


Assistenza: Raccontare di aiuti a questa gente come fa l’A.P.S.H., non può fare molto per cambiare le strategie economiche e politiche dei nostri governi, però, possiamo aiutare chi cerca di dare assistenza alle vittime delle guerre e i disastri, che producono come conseguenza i profughi che cercano una vita migliore in Europa e altri paesi. Il futuro del continente è nei suoi bambini e se non aiutiamo gli orfani, che sono le vittime più innocenti di tutte le guerre, come possiamo iniziare a pensare che i paesi del continente troveranno la strada per costruire paesi nuovi?.


Per contribuire in supporto alle attività dell’A.P.S.H. qui di seguito i riferimenti:

L’A.P.S.H. (Burundi) sito web www.apshburundi.org, email: info@apshburundi.org

©2019 by Santandrea Arte&Publicidad