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Silvina Potenza: una scrittrice rosarina con il cuore italiano.



Silvina è rosarina. Moglie, madre di tre donne, laureata in Comunicazione Sociale e scrittrice, sebbene altamente identificata con la sua ultima professione. Passionale, intraprendente e sognatrice, cammina attraverso la vita cercando di vedere sempre il " bicchiere mezzo pieno", facendo appello all'interazione con tutti attraverso il dialogo e cercando di esprimere nelle sue storie un po' della vita stessa.


Vuoi presentarti, Silvina?

Aggiungo che ho 49 anni e quello a cui mi dedico ora è scrivere. Scrivere è volare, sentirsi un po’ Dio e dare vita ai personaggi; è inventare situazioni, risolvere problemi, proiettare le storie che vivono nella mia mente e nel mio cuore.


Com’è la tua relazione con l’Italia?

Sono nata a Rosario in un quartiere che, come me, ha chiare radici italiane. I miei bisnonni, tutti immigrati, provenivano da diverse regioni: dalla Puglia (il nonno Emanuele che mi ha lasciato la cittadinanza); dalla Calabria, dalla Sicilia e dalla Basilicata. L'Italia è qualcosa che non solo porto nel mio sangue. Sono andato alla Dante Alighieri e si potrebbe dire che esisto grazie alla scuola.


In che senso esisti grazie alla Dante?

Perché è letteralmente così! Ti racconto: i miei genitori, Roberto e Ana María, si sono incontrati lì, nel momento in cui gli studenti di grado superiore erano precettori dei minori e l'uniforme era un grembiule bianco. Mio padre era il precettore di mia madre e da allora, erano rispettivamente al primo e al terzo anno, camminarono insieme nella vita (fino al 2013 quando il mio vecchio morì). I miei fratelli, le mie figlie, i miei nipoti, sono andati tutti (alcuni vanno ancora) alla Dante, è una tradizione... e un sentimento. Una sensazione così profonda che porto dentro il mio cuore e che mi fa accapponare la pelle ogni volta che sento “Fratelli d'Italia” o come quando in Italia mi chiedevano se fossi piemontese per via del modo di parlare. Quando ho saputo di VOCE, mi sono emozionato e ho pensato che sarebbe stato bello se il mio lavoro letterario potesse attraversare l'oceano ed essere tradotto in questa lingua che sento tanto mia quanto lo spagnolo stesso.


Raccontaci dei tuoi libri..

Uh, bene. Ce ne sono diversi ... Il primo è un libro biografico, nel quale, per farlo, ho messo tutta la mia spinta "tana". È l'autorevole biografia del cantante catalano Dyango, (Barcellona, 1940). Era un lavoro che mi è piaciuto molto fare, anche se forse non ho potuto godermelo. Lui è una persona che ammiro e sono riuscito a raggiungerlo, ora siamo amici, ma durante la scrittura sono accadute la malattia e la morte di mio padre ... Non potevo viaggiare come avevo programmato, ma beh, si fece lo stesso ed a partire da quello ho iniziato la mia vena letteraria con ancora più zelo.

La tua prima novella è “Si tus ojos no me miran” (Se i tuoi occhi non mi guardano – ndt)…

Sí. Si tus ojos… è una storia che amo profondamente. Come succede con i bambini, il primo è quello che ha più attenzioni e, con genitori inesperti, forse quello con cui si sbaglia di più. Questa storia non ha avuto un "editing" professionale, ma l'umile correzione di qualcuno come me che ora ne capisce qualcosa, ma a quel tempo quasi nulla in termini di formato, script, ecc. È una storia così appassionata, di un amore così profondo e sincero, che il pubblico l'ha ricevuta molto bene. Infatti non ci sono più copie. Uno dei miei obiettivi è reiditarla, come direbbero gli architetti, "mettendoci valore" affinché raggiunga la sua miglior versione possibile.



Finanzi tutti i tuoi progetti?

Non tutti, ma molti. Sia "Si tus ojos no me miran" (Laborde Editor) che "Como el sol de la mañana" (Come il sole al mattino – ndt) (Severled) li ho scritti, finanziati e venduti. La mia nuova storia è stata selezionata da una nuova casa editrice di Buenos Aires, che attraverso un sistema di "microgestione" trasforma i progetti in libri.


Hai nominato “Como el sol de la mañana”. Ha un titolo incoraggiante…

Tutto quel romanzo è un canto all’amore e alla vita. Se dovessi definirlo in due parole, direi che sono la resilienza e l'amore. I personaggi vivono situazioni traumatiche e gravi e la storia parla del dopo, del come costruire la giocata della tua vita con le carte che ti sono capitate. Questa volta ha avuto un'edizione professionale, ho lavorato con un editore di Buenos Aires, Hernán Rozenkrantz, dal quale ho imparato molto.


Tornando all'argomento del tuo nuovo libro, come si chiama e cosa puoi dirci a riguardo?

Il nuovo si chiama "Por la magia del camino" (Per la magia del cammino – ndt). E si occupa anche del riarmo di una persona, di qualcuno che si sente vuoto e ha bisogno di riprendersi. Decide di fare il Camino de Santiago, un'esperienza che lo trasforma, che gli fa scoprire la grandezza in cose semplici, albe, sensazioni e nel frattempo trova anche l'amore. È stata scelta dalla casa editrice Historias de Pasión e quando uscirà (forse quando questa nota sarà online ce l'avrò nelle mie mani) sarà la prima che non si autofinanzia (potete leggere il primo capitolo e acquistarlo su www.historiasdepasion.com)


Hai scritto altri libri?

Sí. Ho dimenticato di dirti che prima del mio primo romanzo, abbiamo scritto e montato insieme ad altri dodici autori di Rosario, il romanzo collettivo "Las chicas de Adriana" (le ragazze di Adriana – ndt) (Homosapiens). Tredici voci, tredici capitoli e lo stesso argomento. Si tratta di un tema caldo, in cui le ragazze sono ragazzi e in tutto ciò che circonda questo problema attuale. Oltre a quelli editi, ne ho uno che vive nel mio computer "Cuando pueda mirarte a los ojos" (Quando posso guardarti negli occhi – ndt) e un altro su cui sto lavorando, che non ha ancora un titolo definitivo.

Che cos’è per te scrivere?

Scrivere è dare vita, giocare a sentirsi un po’ Dio e creare, costruire situazioni dal vivo e risolverle come vuoi, liberamente, decidendo che cosa ciascuno fa e sente. Scrivere è anche un esercizio di empatia, è mettersi nei panni di qualcun altro per vedere cosa è meglio fare.



Vuoi lasciare un messaggio?

Ti dico un po’ quello che dico sempre nelle mie presentazioni. Non smettete di leggere. La lettura fa crescere, trasporta in altri mondi, favorisce la creatività. Ti disconnette, ti rilassa. E oggi, abbiamo milioni di modi per farlo: con libri tradizionali, e-book, tablet, telefoni cellulari... tutto è a portata di mano, devi solo volerlo fare e scoprire questi mondi paralleli e immaginari che abbiamo ad un clic o ad una pagina di distanza.



Ah... e mi piace interagire molto con i miei lettori o potenziali lettori, è per questo che lascio i miei canali di comunicazione: puoi contattarmi su silvinapotenza@gmail.com; su Facebook: silvinapotenzaescritora o visita il mio sito www.silvinapotenza.com.


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