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Scoprire Ancona - La Pinacoteca Podesti by Silvia Tamburriello.



Conoscere Ancona significa anche visitarla, conoscerne i suoi tesori nascosti.

Questa è la storia di una visita che nel 2017 è stata per me una scoperta, un riappropriarmi di tante conoscenze rimaste frammentate nella mente, di quella storia della città studiata a scuola con ricerche dal titolo “Ancona la mia città”, storia che per me non era poi uscita dall’aula per essere cercata tra le mura della Ancona storica ma sconosciuta.

Lo storico palazzo Bosdari è la sede della Pinacoteca Podesti. Ad esso si è recentemente aggiunta una nuova area, antica anch’essa, appartenente al Palazzo Bonomini, che ha permesso lo spostamento dell’ingresso in vicolo Foschi, una piccola strada a fianco della chiesa di Santa Maria della Piazza. Entrando ci si trova innanzitutto, inaspettatamente, davanti ad antichissime mura. Il percorso museale che parte da lì, si snoda poi in un racconto artistico che alterna antico, moderno e contemporaneo, sia per le opere esposte che per la modalità di presentazione. Un po' come il palazzo stesso che la accoglie e che accomuna architetture di diverse epoche, accostamento delle mura antiche ad ardite strutture aeree, interessantissima è una sala multimediale che presenta immagini che possono essere “sfogliate” dal visitatore, portandolo in un vero e proprio viaggio nel tempo, nelle strade della città, tra quelle ancora esistenti e conservate e quelle che non ci sono più, facendo rivivere per alcuni minuti i personaggi e le testimonianze di passate epoche.



La collezione museale visitabile nella Pinacoteca, una delle più importanti delle Marche, ripercorre la storia artistica della Regione dal medioevo ad oggi, vantando capolavori assoluti fra i quali sono da citare la stupenda “Pala Gozzi” di Tiziano Vecellio, prima opera autografa del maestro veneziano, la “Madonna con Bambino” di Carlo Crivelli, la “Sacra Conversazione”, detta anche “Pala dell’Alabarda”, di Lorenzo Lotto, ed opere di Sebastiano Del Piombo, Andrea Lilli, il Guercino, Francesco Podesti e molti altri.

In una piccola sala ad esso interamente dedicata, ecco “Il Giuramento degli Anconetani” di Francesco Podesti. L'opera è ancor oggi è considerata uno dei suoi capolavori. Il grande quadro è come una grande macchina teatrale, costituita dall'insieme delle quarantacinque figure presenti, un’opera caratterizzata da una sorta di figurazione ad "X, e dall'utilizzo di una forte gamma cromatica.


In essa si esaltano le virtù del coraggio civico e dell'amore per la libertà. Nel dipinto si possono ritrovare i principali protagonisti di quel particolare episodio della storia della città. In basso a sinistra l'ambasciatore di Barbarossa che viene spinto via con forza da un soldato, ad indicare il rifiuto della città ad accettare le condizioni proposte per la resa. Al centro, vestita di verde, Stamira, eroina di Ancona, unica donna armata e che giura con dito rivolto verso la bandiera. È la Stamira a cui la città ha dedicato strade, piazze ed anche società sportive, Sotto le scale del palazzo il sacerdote Don Giovanni da Chiò intento a pregare con le mani giunte verso l'alto, altro personaggio della tradizione anconetana.


L'ambientazione è inventata, ma racchiude diversi elementi architettonici importanti della città: l'arco di Traiano, la cattedrale di San Ciriaco ed il palazzo del Governo.

Il Museo ospita anche una importante collezione di opere del Novecento, con opere di Bartolini, Bucci, Cagli, Trubbiani, Enzo Cucchi e altri artisti contemporanei.

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