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Roma Città aperta, Il realismo del dolore.



Quando nell'Italia del'45, nel dopoguerra, iniziò a verificarsi quel movimento narrativo e cinematografico, pochi immaginavano che sarebbe stato uno dei movimenti culturali più importanti della storia.

La sua premessa e particolarità era quella di mostrare le condizioni sociali umane più pure e reali, legate al sentimento dell'uomo comune, quotidiano, prendendo una certa distanza da quello stile storico e passatista, che fino ad allora era stato conosciuto nell'Italia fascista che aveva avuto luogo dal 1922 fino alla fine della 2a guerra.



Fu un celebre critico italiano a dare il nome a questo nuovo movimento che, insieme alla libertà e alla pace, stava arrivando nella penisola. E se qualcosa ha rappresentato e rappresenta il neorealismo, è precisamente ROMA, CITTÀ APERTA.

Roberto Rossellini ha diretto questo film, nel 1945, che insieme a "Ladro di

biciclette" sono i più importanti e veri capolavori del cinema italiano. Roma Città Aperta, sviluppa la sua azione nella Roma degli ultimi anni dell'occupazione nazista degli anni ‘43 e ‘44, è una storia basata su eventi reali, in particolare la vita del sacerdote Luigi Morosini, che fu brutalmente torturato e successivamente ucciso per essere stato collaboratore molto attivo nei momenti della resistenza.

In quella Roma oscura a causa dell'occupazione e soggetta alle più crudeli azioni nemiche, si incrociano trame e storie di molte persone, tutte legate e legate alla resistenza.



In quel sanguinoso e spietato periodo di occupazione, il sacerdote Prieto protegge i partigiani e, a sua volta, dà asilo a un ingegnere comunista, di nome Manfredi.

A sua volta, c'è una donna della città, di nome Pina, che è in coppia con un tipografico che fa parte della lotta per la resistenza. Questa attivista viene arrestata e presa dalle forze di polizia, una scena che viene visualizzata con la donna che corre disperatamente dietro il camion, e poi viene uccisa da una raffica di mitragliatrice, davanti agli occhi e all'orrore di suo figlio.


In una serie di eventi, anche padre Prieto e l'ingegnere comunista vengono arrestati, e in seguito muoiono dopo delle selvagge torture, ed infine il padre viene ucciso di fronte ai bambini della parrocchia. Un film crudo e scioccante, soprattutto in quei tempi in cui tutto è ancora molto fresco e presente.

Rosellini, nella sua sceneggiatura, iniziò a lavorare nel ‘44, molto vicino alla fine della guerra, mesi dopo la fine dell'occupazione tedesca, e contò con la collaborazione di un giovane Federico Fellini e Sergio Amidei. Fu lui stesso a dire che la sua motivazione più profonda era l'enorme necessità di raccontare quegli eventi atroci vissuti così di recente.

Nel suo slancio "realistico", non ha esitato a uscire in strada, a cercare storie, a parlare con le persone, con i veri protagonisti di quella storia che il film voleva raccontare, quasi come un documentario sul terrore e le barbarie.


Nel gennaio del ‘45 ha iniziato a girare, alternando studio e luoghi reali della città devastata, dando alla storia proprio il realismo che ha caratterizzato questo nuovo palcoscenico che"Roma Città Aperta"; stava installando nel cinema italiano.

Un'altra caratteristica è stata l'uso di attori non professionisti, ad eccezione di Anna Magnani e Aldo Fabrizi, che hanno dato alle scene un dramma e una credibilità ancora maggiori, rinfrescando i ricordi e rendendo indimenticabile quel periodo oscuro di grande dolore e paura.

Il suo lancio è stato anche tinto di difficoltà e polemiche, essendo censurato in molti paesi in cui doveva essere presentato. Ad esempio, gli Stati Uniti hanno tagliato sequenze e ridotto notevolmente la sua durata, mentre in Argentina, il film è stato ritirato dalla sua mostra per ordine del governo nel 1947 e la Germania lo bandì dagli anni ‘51 a ‘60.

ROMA CITTÀ APERTA ... un vero simbolo, l'arte che manifesta la realtà più dolorosa e vicina che ha colpito tutta l'Italia, mostrando il palcoscenico più oscuro e sanguinante come nessuno ha mai potuto fare.



by Gustavo Santandrea.

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