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RIVOLUZIONE BEAT, Il sogno di “Ancona Beat”

Una musica nuova prorompe sulla scena mondiale con la forza di un ciclone che trascina verso orizzonti inesplorati tutti coloro che abbracciano il nuovo verbo ed insieme travolge abitudini e convenzioni consolidate fattesi in un’istante palpabilmente obsolete.


E’ il Beat.


Per comprendere le profonde trasformazioni che l’avvento del beat ha prodotto anche nel tessuto connettivo anconetano occorre fare un passo indietro e retrocedere l’attenzione all’immediato dopoguerra. Moltissime città italiane sono uscite a pezzi dal conflitto bellico, ed Ancona è una di queste. Interi quartieri, sono stati cancellati dai bombardamenti, altri sono stati pesantemente lesionati, tuttavia in questo quadro dai forti caratteri sinistri, proprio alla fine degli anni ‘50 qualcosa comincia a muoversi. Il rock fa irruzione prepotentemente nelle vite di una generazione di ragazzi, che proprio su queste note iniziano a guardare il mondo con i propri occhi. “Diana” di Paul Anka scalda i cuori e produce i primi languori giovanili anticipando, se non nelle sonorità certamente nello spirito, le novità che sono ormai dietro l’angolo. Adriano Celentano nel luglio ’59, proprio al Festival Adriatico della Canzone di Ancona o meglio al Festival di Ancona, stravince con “Il tuo bacio è come un rock” dando così l’avvio ad una favolosa carriera e catturando l’attenzione dei ragazzi presenti, certi che quella sia la strada da seguire. Il 1 gennaio 1962 i Beatles vengono bocciati al celebre provino negli studi della Decca ma poco dopo per la Parlophone danno alle stampe “Love me do”. Cambia tutto. La rivoluzione beat deflagra e non si fermerà più modificando profondamente la scena musicale e sociale. Ancona recepisce il fenomeno ed assiste ad un esplosivo fiorire di gruppi. I quartieri diventano il centro motore di questa attività e gruppi di ragazzi nati e cresciuti nello stesso gruppo di case, come spinti da una necessità non più differibile, decidono di dare vita ad un complesso. Sulle note di canzoni divenute immortali “Io ho in mente te”, “Ragazzo di strada”, “Ma che colpa abbiamo noi” risuonano i nomi di gruppi che guadagneranno notorietà nazionale: The Wanted finalisti e quindi terzi assoluti italiani nel 1967 al Trofeo Eko e finalisti nazionali nel 1968 al prestigioso Torneo Davoli, Le Ombre che si esibiranno al mitico Piper Club di Roma tempio del Beat, The Kings che accompagneranno anche Fausto Leali e Rosanna Fratello, The Players che saranno il gruppo di Ricky Shayne, The Spirituals anch’essi finalisti nazionali del Torneo Davoli nel 1967. Gli anni corrono via veloci, ma come in sorta di porta temporale, nel 2015, con la pubblicazione del libro “Ancona Beat – i gruppi, i protagonisti, i locali nel periodo 1964 – 1969” il fenomeno beat riparte con entusiasmo. Il padre nobile del beat italiano Gene Guglielmi (suoi i supersuccessi beat “I capelli lunghi” e “La luna, le stelle, il mare”) fornisce il suo imprescindibile appoggio al rinato movimento e come per incanto tornano a brillare le chitarre dei Wanted, dei Players, dei Pronipoti e di tutti i protagonisti di quella favolosa stagione. Nasce l’Ancona Beat Festival che nelle prime due edizioni – 2017 e 2018 - fa registrare il tutto esaurito ed oltre ai complessi anconetani ospita i più bei nomi del beat 2 italiano: Bobby Posner dei Rokes, Ricky Gianco, e lo stesso Gene Guglielmi che del Festival diventa anche il direttore artistico. Viene inciso il brano “Ancona Beat” che diventa l’inno della manifestazione ed il simbolo di questa nuova stagione, con la consapevolezza che il Beat è ormai non un’operazione di revival ma un vero e proprio genere musicale che vanta adepti anche fra i più giovani.


by Stefano Spazzi


STEFANO SPAZZI: Avvocato, musicista e scrittore. A partire dai primi anni '90 prende parte a numerose manifestazioni musicali sia in Italia che all’estero, incide alcuni singoli tra cui “Ancona Beat” e “Marta” trasmessa anche negli Stati Uniti. Da vita al progetto in rete Twisted Noise per cui scrive ed interpreta il brano “I was dreaming” che viene corredato da un video. Compone brani per Gene Guglielmi, Le Najadi ed altri artisti. E’ ideatore dell’Ancona Beat Festival ed attualmente suona con The Wanted gruppo storico del beat. Tra i suoi libri “Ancona beat – i gruppi, i protagonisti, i locali, nel periodo 1964-1969” (Italic Pequod) e “Beat in Rosa – Musica Beat ed emancipazione femminile” (Italic Pequod).



Per saperne di più:

per vedere i video dell’Ancona Beat Festival è sufficiente digitare su YOU TUBE la parola

“Ancona Beat” e si visualizzeranno sia le immagini della manifestazione che la canzone

“Ancona Beat”

per ascoltare la canzone “ANCONA BEAT”: https://youtu.be/CtM3dazf4_g

per ascoltare “ANCONA BEAT” sigla Festival 2018: https://youtu.be/UfoWq8_eGc4

per ascoltare “I CAPELLI LUNGHI” Gene Guglielmi: https://youtu.be/8ufpREgtc6g

per ascoltare il nuovo successo beat di Gene Guglielmi “MARTA” tratto dal suo ultimo cd

ed in rotazione radio: https://youtu.be/71DiSUhvL24 e https://youtu.be/_G-B8bDCg1k

Per Stefano Spazzi – cercare su Facebook digitando “Stefano Spazzi” e “the wanted –

ancona beat”

Per Gene Guglielmi – cercare su Facebook digitando “Gene Guglielmi”

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