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Ricostruzione della cittadinanza ("ius sanguinis")





La cittadinanza italiana si basa sul principio dello ius sanguinis (diritto di sangue) per il quale il figlio nato da padre italiano o da madre italiana è italiano. Per il diritto italiano, la madre cittadina italiana trasmette la cittadinanza ai figli solamente se nati a partire dal primo gennaio del 1948, data dell'entrata in vigore della Costituzione. I figli di un cittadino italiano nati prima del 1948 devono ottenere il relativo iter burocratico per ottenere la cittadinanza italiana.


Nel caso di cittadinanza per matrimonio con cittadino italiano, è necessario sottolineare che la donna straniera sposata con un cittadino italiano prima del 27 aprile del 1983 può ottenere la cittadinanza italiana automaticamente sempre e quando il suo coniuge abbia ottenuto la cittadinanza italiana in vita, che non esista una sentenza di divorzio e che il coniuge non sia morto prima della stessa data del 27 aprile 1983.

La richiedente interessata dovrà presentare l'atto di nascita in originale tradotto in italiano, un atto di matrimonio attuale ed una copia del documento d'identità (DNI) assieme con la domanda completa e senza firma; tutto ciò davanti al Consolato Italiano di sua residenza.

Per i casi di matrimoni celebrati posteriormente, la donna straniera dovrà richiedere la sua naturalizzazione per matrimonio solo dopo del trascorrere di almeno tre anni dalla data del matrimonio stesso (il tempo si riduce alla metà se la coppia possiede figli minori) ed inoltre presentare tutta la documentazione richiesta e nello specifico un certificato la conoscenza della lingua italiana, di livello non inferiore al B1, secondo la ultima riforma.


La documentazione necessaria al fine di ottenere la cittadinanza per diritto di sangue è formata da tutti gli atti di nascita, matrimonio e morte di ognuno degli integranti della discendenza dal cittadino italiano fino all'ultimo discendente con volontà di ottenere la stessa.


La procedura della ricostruzione della cittadinanza si deve realizzare davanti al Consolato Generale d'Italia dove il presentante ha dichiarato la sua residenza o meglio nel comune dove ha la sua residenza in Italia, secondo l'iscrizione all'anagrafe del comune.


La documentazione necessaria riguardo l’italiano:

Atto di nascita emesso in originale dal comune italiano del luogo di nascita oppure dall'autorità ecclesiastica nel caso di nascita anteriore al 1866, atto di matrimonio ed eventuale atto di morte.

Sempre si dovrà accompagnare con il Certificado del Poder Judicial de la Nación – Cámara Nacional Electoral dove risulti che il cittadino italiano non ha preso la cittadinanza Argentina. Nel caso che l'italiano sia stato iscritto come Cittadino del paese dove emigrato risulta rilevante la data visto che i figli nati con anteriorità potranno richiedere il loro riconoscimento. Non è così per i figli nati con posteriorità a tale data.

La documentazione necessaria per tutti gli altri fino al presentante:

si sommeranno gli atti di nascita, matrimonio e morte di tutti i discendenti (in vita o meno) fino ad arrivare all'interessato. Rispetto all'interessato dovrà accompagnare con l'atto di nascita, matrimonio e nascita del coniuge. Se divorziato dovrà comunque accompagnare con una copia certificata della sentenza di divorzio e il certificato che indica che tale sentenza sia già passata a giudizio; entrambi questi ultimi documenti con l’apostilla dell'Aia. È necessario sottolineare che il certificato si dovrà ottenere davanti al Tribunale in cui è stato effettuato il rispettivo divorzio. A tutta la documentazione si aggiungerà il documento Nazionale d'identità e una prova di domicilio.

Nel caso di persone nate nel nostro paese anteriormente al 1899 e i matrimoni celebrati anteriormente a al 1889, si dovrà richiedere il documento alle autorità religiose locali. Nel caso delle morti anteriori al 1899 devono essere richieste nei cimiteri in cui è stata inumata la persona. Gli atti devono essere legalizzati dalle autorità competenti nel caso che debbano essere presentati fuori del nostro paese. Tutti i documenti in originale devono essere tradotti all'italiano da traduttori ufficiali oppure assieme ai formulari bilingue castellano-italiano; prima dovranno essere controllati minuziosamente per possibili errori in dati fondamentali che dovranno essere rettificati. Nel caso di presentare documenti emessi da Paesi terzi, gli stessi devono essere tradotti all'italiano e legalizzati dalle autorità diplomatica italiana del posto.



Nella pagina ufficiale del Consolato Generale d’Italia a Rosario si trovano tutte le informazioni per realizzare la procedura davanti al consolato stesso o in Italia.

https://consrosario.esteri.it/consolato_rosario/es/


Nella pagina ufficiale della provincia di Santa Fe si potranno richiedere gli atti familiari della provincia:

https://www.santafe.gob.ar/index.php/tramites/modul1/index?m=descripcion&id=97853


Nella pagina della Camera Nazionale Elettorale si potrà richiedere il certificato di non cittadinanza argentina dell’italiano emigrato:

https://www.electoral.gov.ar/tyf.php

https://www.electoral.gov.ar/pdf/form003.pdf


Nella pagina del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale si potranno leggere informazioni sul tema della cittadinanza italiana:

https://www.esteri.it/mae/it/servizi/stranieri/cittadinanza_0.html

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