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Prefazione a Opera omnia di Gastone Cappelloni.



L’Opera omnia di Gastone Cappelloni raccoglie poesie tratte dai libri: “ Tra le spire di un cuore meccanico”, “Dettagliate vastità”, “La porta dei ricordi”, “ Vizi & Perché” e infine “Abbraccio”. E’ un’opera consistente, trama e ordito d’idee che intrecciandosi, formano un tessuto variopinto straordinario.

E’ bizzarro e imprevedibile Gastone Cappelloni, chiude i suoi concetti in pochi versi, fa domande a se stesso e al lettore. E’ un poeta che “parla” alle parole, segue l’onda profondissima dei pensieri e li fa navigare in un mare in tempesta. La tempesta di ogni percezione provata, poi scritta.

Chi legge si prepari dunque a navigare in mare, a solcare le acque, a fenderle. In questo libro troverà la forma liquida delle emozioni, dovrà intuirne il suono sommesso, il significato non evidente, ma se sarà stato attento, se sarà entrato nel linguaggio, avrà riconosciuto la profondità dei sentimenti. Sentirà che l’amore circonda ogni cosa, ne sentirà i turbamenti, l’amore vissuto in modo passionale o l’amore smarrito, mai dimenticato.

Gli amori perduti continueranno quindi ad appartenersi: “Mi appartieni /che importa se nella vita / rimarremo distanti?”…

Superato l’abisso delle distanze tra gli uomini, l’appartenenza diventa fulcro e perno che ruota attorno all’amore per il genere umano tutto, e per la cagnolina Jenny che definisce “pagliaccetto /di/ fuoco e di sorgente…”in un afflato vivo che divampa e al contempo rinfresca.


Gastone Cappelloni


Gastone Cappelloni, usa l’arte della retorica in quantità, le personificazioni, le metafore, le sinestesie e gli ossimori si trovano in molte poesie di questa raccolta.

Sono versi che richiedono concentrazione, parole a incastro,tasselli che pazientemente ricomposti svelano la figura iniziale,perché in ogni poesia dell’autore, c’è un personaggio da individuare o una passione da scoprire.

Tracce piene di vita e ricordi sui quali soffermarsi, uomini,donne, animali, giorni vissuti tra immagini reali o potenziali, in mezzo a ferme solitudini come nei quadri di Edward Hopper: “Immagina…/che la forza della notte/si sciolga/nell’aria vestita di sensazioni/mostrandosi a metà prezzo/per stendersi al fianco /del tuo io,/eccentrico, da collezionista/Immagina…”.

La solitudine del poeta si esprime in versi ermetici, vorticose volute artistiche, le parole diventano “venti” che spirano, tutto assume la forma di un cerchio dal quale uscire: “I venti delle parole, /penetrarono dentro/le sacralità dell’amicizia/perché nella chiarezza/del dolore,/vollero acquisire /vicende fuori stagione/sottoponendole all’attenzione/dell’immortalità,/senza interrogare/ pareti /di confinanti confini.”

L’amicizia è sacra, le parole non possono essere ridotte a soffio di vento,le parole hanno un peso, diventano immortali se all’amicizia si dà il giusto significato. Gastone Cappelloni è un acrobata delle parole, un poeta che fa pensare, le sue poesie sono il senso allegorico dell’enigma, dai versi scaturiscono figure geometriche che danno luogo ad altre immagini. Pensieri che attingono dalla realtà e si trasformano in modo poliedrico, come le metamorfosi geniali di Escher con le sue scale e suoi oggetti improbabili.

Nella produzione poetica di Gastone Cappelloni c’è il racconto della sua vita, c’è la memoria fotografica che ha il fascino del bianco e nero; quando il poeta parla dei suoi più grandi affetti, il padre e la madre, ecco che la poesia si addolcisce anche nella forma. Una tenerezza infinita, la simbiosi tra un padre e un figlio: “Padre raccontami/con gli occhi miei/il secolare /stormir del ruscello…”. L’esperienza tramandata e recepita, un padre che incanta, come il rumore dell’acqua, un mormorio lieve che insegna mentre scorre, perché l’acqua corrente è vita.

L’amore incondizionato verso la madre, Maria, un legame ricco, denso, che come dice Gastone Cappelloni “si rinsalda con il sangue di sangue mio”…

Le poesie di Gastone Cappelloni escono dalle immagini proiettando il lettore verso un modo di vedere che è dettato solo dalle parole, è dentro alle parole.Lo sforzo sta in questo, ciò che si vede e si apprende leggendo, lo si trova nell’analisi del verso così come è costruito, lo spostamento del soggetto per esempio, obbliga il lettore ad andare secondo un movimento frammentato.

Pezzetti di vita, un io sfaccettato e versatile, eventi descritti, ma prima di tutto interiorizzati, un io talvolta ironico: “E’ vecchia di cent’anni /la saggezza /che ancor oggi non è nata.”

L’onda dei pensieri di Gastone Cappelloni, s’innalza, schizza, spumeggia, si abbassa, si placa. In questo percorso ritroviamo il “vento” che in questo caso ha un ruolo centrale. Diventa respiro del lettore, soffio che dirige l’emozione, movimento che investe in intensità.

Aria che contiene idee come piccole o grandi goccioline d’acqua, bisogna affinare il processo di comprensione, guardare attraverso quelle complesse trasparenze, e tutto diventa intelligibile. Chi legge sarà in grado di constatarne la criptica chiusura dei versi,o la sua perfetta, particolare apertura.

Spesso il mistero che circonda un’opera letteraria, artistica, o poetica, è quel significato imprendibile che attrae e spinge all’incontro con l’autore, quello che ne dà valore.



Gastone Cappelloni è un poeta singolare, l’originalità che lo contraddistingue va assolutamente colta.

By Maria Concetta Giorgi.


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