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Perché donare?. Tu sei la medicina più importante.


La storia è fatta da personaggi importanti per le loro gesta che a volte hanno cambiato, e/o determinato, i destini dei popoli e delle persone. E c'è la cronaca che racconta di persone e fatti di cui veramente potremmo fare a meno, perche le loro azioni e dichiarazioni si dimenticano nel tempo di un Amen.

E c'è una storia e una cronaca che si intrecciano indissolubilmente tra loro: è la storia e

cronaca di persone silenziose, di persone che hanno fatto e che fanno...

La storia, che mi accingo a raccontare, nasce da un bisogno di vita e dal desiderio di conservare la vita, nasce dall'amore per la vita di chi, malato, vi si aggrappa e da chi, preposto alla tutela della salute degli altri, vuole loro salvarla.


Quasi un secolo, fa alcuni medici in diverse parti d'Italia, ispirati da un sentire comune, attraverso una ideale ragnatela, hanno intuito, che per avere il Sangue da trasfondere ai

malati gravi, non era più sufficiente cercare amici e parenti dei pazienti: perchè talvolta i donatori arrivavano “tardi” al capezzale del malato. Bisognava avere delle unità di sangue pronte e disponibili subito. Era necessario che ci fossero delle persone che donassero, non per il contingenta, non per un amico o per un parente, ma donassero “anonimamente” per uno “sconosciuto”, che donassero in un momento in cui non ce ne era bisogno perche il bisogno, era certo, sarebbe arrivato ...purtroppo!


Da queste situazioni e riflessioni è nata, a quei benemeriti cittadini, l'idea di costituire gruppi di Donatori Associati. Nel 1927 a Milano per opera dell dott. Vittorio Formentano, ad Ancona per l'iniziativa dell dott. Lorenzo Cappelli e via via seguire in altre città, nacquero gruppi di Volontari Donatori di Sangue. Ad Ancona l'Associazione si chiamava “I volontari della più Nobile Offerta”. Nel 1930 il dottor Tonini creò il gruppo di Osimo e via via si formarono, e continuano a nascere, nuovi gruppi di volontari in tutta Italia,, perciò anche nelle Marche.

In tutti questi anni sono nate oltre 3000 AVIS Comunali in Italia e quasi 140 nella nostra piccola regione, con cinque raggruppamenti provinciali, rappresentate tutte dall'AVIS Regionale Marche.

Mentre i donatori attivi associati in Italia superano il milione e mezzo, nelle Marche ce ne sono 55000 che donano annualmente 102000 (dati 2018) unità di sangue, plasma ed

altre componenti ematiche.

Quando i vostri nonni o bisnonni hanno lasciato l'Italia per l'avventura Sudamericana, in

cerca di un lavoro meglio remunerato per creare una vita più dignitosa per se stessi e per i discendenti, la Trasfusione del Sangue era un argomento conosciuto da poche persone. Il boom della donazione volontaria organizzata dalle associazioni si è sviluppata in maniera esponenziale dopo il secondo dopoguerra.


Il modello organizzativo messo in atto dall'AVIS, in collaborazione con le strutture sanitarie e le amministrazioni pubbliche, è stata la mossa vincente per rendere autosufficiente il sistema sangue in Italia. La funzione dell'AVIS è quella di far conoscere ai cittadini il bisogno di sangue, di informare e promuovere la conoscenza del dono volontario, periodico, responsabile, anonimo. Il messaggio è rivolto principalmente ai giovani. Un altro compito che l'AVIS ha assunto è quello di organizzare e “tenere” insieme, uniti, i donatori che si sono volontariamente associati; organizzare le sedute di raccolta sangue, invitare i donatori a donare e, sopratutto, vigilare sul loro stato di salute.

La salute del donatore è prioritaria per almeno due ragioni:

1 - per non danneggiare il donatore

2 - per garantire sangue sano al ricevente.


La salute delle persone, in una società organizzata e civile, è fondamentale e quella del donatore di sangue, ancora di più: pure questa è una missione che AVIS assolve e che da risultati importanti. E' un circolo virtuoso in cui i cittadini sani sono potenziali donatori, mentre i sani, non hanno bisogno di cure!

Tutto quello che ho scritto, citando ripetutamente “AVIS”, vorrei fosse declinato, riscritto e amplificato in “AVAS”. Sono assolutamente certo che la generosità dei marchigiani in Argentina non è da meno di quella dei marchigiani nelle Marche (o di Chiaravalle - an da dove vi scrivo). Quasi sessant'anni fa sono diventato donatore di sangue e da quarantotto sono attivista volontario in AVIS.

Conosco quali sono i timori, i dubbi, le perplessità che albergano nelle persone a cui si propone di iniziare un percorso tipo la costituzione di una associazione importante come questa.

Ma, io mi domando e dico:

- quelli che ci sono riusciti erano tutti degli scienziati?

- perchè dovrei farlo proprio io?

- non saprei da che parte iniziare...e via discorrendo.

Le AVIS sono nate nei luoghi più diversi: nei circoli ricreativi, da operai, artigiani, sacerdoti, medici. Invece rispondere alla seconda domanda è più complicato perchè si mette in gioco la forza d'animo, l'amor proprio, la consapevolezza del se stessi; ma è proprio in questi valori che risiede l'incipit per iniziare il percorso. Allora si può andare avanti senza timori e sopravvalutazione dell'impatto!

Da dove iniziare? Dai soci della tua Associazione dei Marchigiani e dai loro familiari ed amici, anche non marchigiani, perche “La Donación de Sangre no tiene Fronteras”.

Mi congedo da voi stringendovi tutti in un ideale grande abbraccio, un saluto fraterno e

con la speranza che ci siano giovani che raccolgono e realizzano questo “sogno”.



Chiaravalle 8 febbraio 2020,

by Giuliano Maiolatesi.

https://avismarche.it/


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