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Pasqua con i tuoi, pasquetta con chi vuoi

Lo so, il vecchio detto faceva riferimento al “Natale coi i tuoi e Pasqua con chi vuoi”, ma per me era diverso: una volta per scherzo ho detto a mia nonna che per Pasqua ero a pranzo con gli amici, ancora ricordo la traiettoria della sua ciabatta attraverso il corridoio… no, no, a casa mia Pasqua era a casa di nonna… una regola.


Lei faceva il pranzo più prelibato della storia, regalava un uovo di cioccolato a noi bambini e si stava tutti assieme a giocare a carte o qualche gioco di ruolo, godendo dell’inizio della bella stagione, con un po’ più di tempore e belle giornate.

Pizza col formaggio (tortino salato tipico delle Marche di cui poi passerò la ricetta) con salumi, cappelletti in brodo, immancabile agnello al forno con patate e la mitica colomba.


“L’Epifania tutte le feste si porta via” (oggi sono i vena di vecchi detti)… quindi quando finalmente arriva Pasqua c’è sempre tanta voglia di festeggiare e stare assieme. Si festeggia la Resurrezione, quindi la rinascita (simboleggiata dall’uovo) e l’avviarsi verso un nuovo futuro.


Ovviamente noi trasformiamo tutto questo in cibo, anzi in amore fornito attraverso il cibo, cosa tra l’altro in cui mia nonna era maestra: lei, classe 1924 (“sei nata assieme al fascismo, per bilanciare le cose” le dicevo) fa parte di quella splendida generazione di donne che hanno visto la guerra e la fame, ne sono uscite ed hanno partecipato da protagoniste del focolare familiare al boom economico degli anni ’60: dal punto più basso al punto più alto… quelle donne che MAI ti faranno mancare un luculliano banchetto innaffiato dal miglior vino locale.

Ecco quindi che il lunedì dell’Angelo, pasquetta, serve invero a recuperarsi dalla pantagruelica mangiata a casa della nonna del giorno prima, o almeno questo era il mio caso.

Ma andiamo quindi ai protagonisti veri di questa ricorrenza.


La colomba , dolce ufficialmente nato a Milano nei primi del ‘900 come una specie di panettone pasquale, si è diffuso in tutta Italia ed è ormai diventato un simbolo (farina, burro, uova, zucchero e buccia d'arancia candita, con una ricca glassatura alle mandorle), trova come suo concorrente solo i “Palummeddi” siciliani (variante che assomiglia più ad un biscotto alla cannella tipico della provincia di Ragusa, chiamato anche “Cuddura cu l’ova”. Ci sono diverse leggende sulla sua origine, una delle quali vuole far risalire il dolce addirittura all’epoca longobarda, al re longobardo Alboino che durante l'assedio di Pavia (metà VI secolo) si vide offrire un pan dolce a forma di colomba in segno di pace.


L’uovo di Pasqua va bè… non ha bisogno di presentazioni, è il simbolo per eccellenza della festività, che simboleggia la resurrezione. Solo recentemente è d’uso regalare uova di cioccolato, mentre sin dal medioevo si usava donare vere uova per la ricorrenza.



La pizza col formaggio (o pizza di Pasqua al formaggio o crescia di Pasqua, vedi foto 4): ecco qui una tipicità regionale, diffusa soprattutto nelle Marche ed in Umbria, con varianti anche in Liguria.


Ecco la ricetta direttamente dal libro di mia nonna.

Ingredienti per 2 pizze:

4 uova 150 gr di pecorino sardo grattugiato 150 gr di parmigiano grattugiato 150 gr di pecorino a pezzi 500 gr di farina 150 gr di lievito di birra 1 bicchiere d’olio 1 bicchiere di latte sale e pepe


Unire il pecorino ed il parmigiano grattugiati con le uova, l’olio e la farina creando un impasto omogeneo. Poi aggiungere il lievito precedentemente sciolto nel latte aggiungendo la farina in quantità adeguata sempre per un impasto equilibrato e non troppo duro. Aggiungere sale e pepe a gusto. Mettere l’impasto in una forma di cartone da forno (riempire per meno della metà per lasciare spazio alla massa di lievitare). Lasciare lievitare circa un’ora, o comunque fino a che la massa non abbia raddoppiato il suo volume. Il tocco finale può essere una spennellata di albume d’uovo sopra l’impasto. Poi infornare a 200 gradi per un’ora, o comunque fino alla doratura della massa.

Buon appetito! E buona Pasqua a tutti!



Michele Monti

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