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Michele racconta la sua emigrazione

1. Ciao Michele presentati e dici chi sei.


M. Ciao a tutti Sono Michele Monti italiano di Ancona e vivo qui in Argentina, a Rosario, dal 2012.


2. Qual è stato il motivo della tua emigrazione?


M. Una volta mi hanno detto che in America ci si va per lavoro o per amore... ed io lavoro ce l'avevo già. Ho conosciuto la persona che poi sarebbe diventata mia moglie in un viaggio di piacere in Messico. Ci siamo innamorati e volevamo stare insieme e quindi uno dei due doveva trasferirsi. Io ero proprio in un'epoca in cui volevo effettuare dei cambiamenti e quindi non ci ho pensato due volte. Ora abbiamo due bambini di 5 e 2 anni... Il primo si sta preparando per cominciare la scuola, italiana ovviamente.


3. Ti mancano l'Italia la tua città i tuoi posti?


M. All'inizio no, perché c'era un avventura davanti a me. Però poi piano piano hanno cominciato a mancarmi la mia città Ancona, con i suoi vicoli, la sua storia, il mio mare... La cucina no perché mia moglie cucina benissimo però qui mancano un po' le materie prime: diciamo che il ciauscolo marchigiano ed il pecorino toscano sono delle cose che mi mancano.


4. Ti senti spesso con la tua famiglia in Ancona?


M. Poiché sono un emigrante del XXI secolo ho la possibilità, con le nuove tecnologie come WhatsApp o Skype, di vedermi quando voglio con la famiglia. Anche se comunque i rapporti si mantengono, diciamo che la presenza fisica è un'altra cosa e quando possiamo andiamo via dall'inverno argentino e andiamo nell'estate italiana... visto che ci piace il mare ed il sole andiamo a fare le vacanze nel Mediterraneo.


5. Quali sono le similitudini che trovi tra l'Italia e l'Argentina?


M. Ti ringrazio per questa domanda perché non c'è paese al mondo secondo me che sia più simile all'Italia dell'Argentina. Mi sento più a casa qua che nella stessa Italia, magari dell'estremo Nord. Le voci della gente sono esattamente le stesse che si sentono in Italia. La cultura, il calore della gente sono simili all'Italia, secondo me più del Centro Sud... quell'Italia amorosa e calda con il cuore grande: siamo molto simili come Paesi. E poi la pazzia per il football, la "locura" come si chiama qua, è un'altra cosa in cui siamo molto simili. Attribuiscono una frase a Churchill che dice così: "Gli italiani vincono le partite di calcio come se fossero guerre e le guerre come se fossero partite di calcio!" Credo che l'Argentina sia molto simile anche in questo.


6. Qual è la cosa che più ti manca? Solo una cosa!


M. Il mare! Il mare, il mare... senza nessun dubbio il mare! Ricordo che dopo 3 anni che stavo a Rosario senza vedere il mare, siamo andati in vacanza a Cuba e quando ho visto il mare mi ha preso una tenaglia allo stomaco. Già prima di girare l'angolo sentivo l'odore della salsedine che mi ricordava quello che permea le città di mare che stanno in Italia. E quando ho girato l'angolo ed visto il mare aperto, immenso, scintillante... bhè mi sono reso conto che è quella la cosa che mi manca di più: il mare! Con i suoi pescatori, i suoi odori pungenti e la grande sensazione di pace introspettiva che ti trasmette.


7. Torneresti a vivere in Italia?


M. Dove sta la mia famiglia è la mia casa: quindi se la famiglia sta qui io sto qui, se la famiglia va sulla luna, io vado sulla luna, se la famiglia venisse con me in Italia probabilmente sì, mi trasferirei. Diciamo che io me ne sono andato anche in un momento in cui ero stanco di quello che succedeva: ogni tanto penso che è un Paese che non ci meritiamo per quanto è bello. Ci sono tante variabili, però se mi chiedi una risposta secca, sì… ti risponderei di sì.


8. Hai rapporti con altri italiani che abitano a Rosario o in Argentina?


M. Non tantissimo... però ho trovato qualche amico italiano. Ho visto che ci sono dei gruppi Facebook che riuniscono gli emigranti italiani però non sono riuscito ad instaurare dei rapporti. Ho trovato invece casualmente un amico Veneto che vive qua ed ha più o meno la mia stessa storia. Insomma non sono tanti, ma ci sono.


9. Quali sono le belle esperienze che hai fatto in Argentina?


M. Sono state diverse. La formazione della mia famiglia che amo tantissimo. Ho avuto anche la possibilità di conoscere tanta gente bellissima. Venire a conoscenza di tutto l'interesse che c'è per l'Italia mi ha quasi commosso. È stato un piacere per me venire a contatto con tutte le associazioni e istituzioni italiane che ci sono qui a Rosario. Infine ho avuto il privilegio riconoscere una grande donna, anche lei una Marchigiana emigrata però 60 anni prima di me, e di scrivere il libro della storia della sua vita: DIVA!


10. Ci parlerai del tuo libro in un’altra intervista dedicata. Parlando dei tuoi figli, pensi che per loro sia meglio crescere in Italia o in Argentina?


M. Rosario è una città molto congestionata, molto trafficata e ha molti problemi di sicurezza. Problemi che magari nella mia città che è 15 volte più piccola non ci sono ancora. Quindi forse per i bambini sarei più contento se crescessero in Italia nella mia "piccola" città Ancona. Forse la verità è che mi piacerebbe che crescessero negli anni '80, o per lo meno nei ricordi che ho di essi, che purtroppo non esistono più né in Argentina né in Italia.


11. Hai parlato delle similitudini tra Argentina e Italia. Quali sono invece le differenze?


M. Sono molto più le cose che ci accomunano e che sono simili, ma una grande differenza è nel passato: noi in Italia, pensando agli anni 40, pensiamo alla guerra e alla dittatura, invece qui gli anni 40 sono stati anni d'oro. È l'esatto contrario invece se pensiamo agli anni 80. Nel presente trovo solo similitudini ma la differenza può stare nella storia. Non solo quella con la S maiuscola che si studia a scuola, ma anche la storia familiare di ognuno. È probabilissimo che nel passato di un argentino ci sia una persona che, fuggendo da qualche tipo di ostilità, ha preso una valigia di cartone e attraversato l'oceano verso l'ignoto.


12. Per concludere se dovessi fare un raffronto, chi vince Argentina o Italia?


M. Se vogliamo fare un ragionamento calcistico sarebbe un 1 a 1, e si andrebbe ai supplementari. Perché questo è un Paese bellissimo, dagli orizzonti ampissimi e dagli spazi immensi e offre delle possibilità pressoché infinite. Ha tutto: spazio, campi, acqua e risorse di ogni genere... non manca niente, tranne forse una saggia gestione, come in Italia. Anche in Italia abbiamo tutti gli elementi, ma manca la gente capace di gestirli al meglio. Quindi sì: uno a uno.





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