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Marco Santini, violinista


Marco Santini è violinista e compositore.

Studia prima al Conservatorio di Fermo e poi si lauraea a pieni voti presso la prestigiosa Hochschule für Musik and Darstellende Kunst di Mannheim (Germania). Ha all’attivo premi e riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali.


Nel 2005 da vita alla Mannheimer Ensemble, orchestra d’archi che raccoglie giovani talenti da tutto il mondo con sede in Germania. Attualmente ricopre il ruolo di primo violino di spalla e si è esibito anche in qualità di solista in sale e festival prestigiosi della Germania, Spagna, Grecia, Romania, Brasile, Argentina, Uruguay, Russia, Stati Uniti, Isole Faroe, Lituania, Cina, Mongolia, Giappone e Australia.


Nel 2010 si laurea a pieni voti, sempre all’Università di Mannheim, in Musica con indirizzo pedagogico.

Oltre ad essere molto attivo nel panorama classico e didattico, è molto attivo anche in quello jazz e musica moderna in generale. Collabora spesso con attori, speaker e cantautori prestando il suo violino per svariati dischi editi in Europa.


Da qualche anno si è cimentato nella composizione cercando di creare un genere nuovo: una musica contaminata dalla classica, dalla world music, dal jazz e dall’improvvisazione. Tra le sue composizioni troviamo temi originali per archi, per orchestra sinfonica, per duo violino e pianoforte e altre formazioni. Troviamo brani con contaminazioni di effetti moderni, di musica irlandese e orientale e temi classici reinterpretati in uno stile del tutto originale.

Le sue opere sono state utilizzate come colonna sonora per spettacoli teatrali, rappresentazioni religiose e documentari televisivi su Rai2, Rai International, Mediaset e TV2000.

Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive per le quali più volte è stato invitato e eseguire la sua musica in diretta.


Nel 2015 esce OP. 1. Per il brano “Il Cristo delle Marche”, ha ricevuto una lettera di complimenti e di ringraziamento da Papa Francesco che lo ha ascoltato. Dopodiché è stato invitato ad eseguire il brano al Pantheon di Roma davanti alle più alte cariche dello Stato. Ha ricevuto svariati premi, tra cui la cittadinanza onoraria di San Lorenzo di Rosario (Argentina) per le numerose attività culturali svolte a favore della comunità e un riconoscimento del Premio Vallesina per l’utilizzo della musica come strumento di divertimento e aggregazione tra bambini di diverse etnie. Con questo spirito, compone la musica di “1000 visi 1000 voci”. Il brano viene scelto dalla Regione Marche come inno di tutte le scuole marchigiane, viene tradotto in diverse lingue e cantato in tante scuole di italiani all’estero.

Nel dicembre 2018 esce il suo secondo disco “VentottoDue”.


-Come è nato il suo amore per la musica? A che età?


Credo di aver amato la musica da sempre. La prima ad accorgersene è stata mia madre, che a 5 anni mi ha iscritto alla Civica Scuola di musica di Osimo, la mia città.


- Lei da alcuni anni sta lavorando alla genesi di un nuovo genere, una musica contaminata dalla classica, dalla world music da jazz e improvvisazione: come intende rivoluzionare il panorama musicale?


Direi che il mio scopo (e lo scopo della mia musica) non è quello di rivoluzionare, ma di emozionare! Scrivo musica per tutti, non per gli “intellettuali”. Secondo me l’Arte è per tutti. E tutti hanno il diritto di giudicarla. Anche se capisco nulla di un quadro, posso dire se mi piace, se non mi piace, se mi trasmette qualcosa, ecc. Cosi è per la musica! Non c’è bisogno di capire cos’è un accordo di settima o una cadenza d’inganno per esprimere un giudizio. Basta aprire il cuore e…imparare ad ascoltare!


- Può raccontarci la genesi de Il Cristo delle Marche?


Nazareno Rocchetti, scultore, mi chiese di scrivere una melodia per il suo “Cristo delle Marche”, statua di granito nero d’Africa posta all’Avenale di Cingoli. Non avevo mai scritto un brano fino al quel momento. Sono andato in quel posto incantato, ho ammirato la statua e la natura che la abbraccia, e ho provato a descrivere quello che sentivo a “parole mie”…con la Musica!


- Che valore ha per lei averlo eseguito al Pantheon davanti alle più alte cariche dello Stato?


E un sogno che avevo da tanto tempo. Trovarsi a suonare la propria musica sotto l’occhio del Pantheon, con attorno un coro di bambini che tenevano in mano un fiore e che ascoltavano affascinanti e silenziosi, è uno di quei momenti che rendono la Vita un Dono speciale!


- Si sarebbe mai aspettato una lettera di complimenti e ringraziamento da Papa Francesco?


Mai e poi mai! Ho suonato Il Cristo delle Marche in giro per il mondo, durante

i miei concerti. Una volta lo suonai in Argentina. Javier Lucca, stimato avvocato di Rosario, rimase molto colpito dalla mia melodia e senza dirmi nulla lo portò in dono a Papa Francesco (su di un cd masterizzato!) Prima ho ricevuto un sms sul cellulare e poi una mail. Un altro di quei Doni che la Vita sa farti, quando meno te lo aspetti.


- Collabora con attori e performer per alcuni spettacoli teatrali, ma quando si sente davvero artisticamente in equilibrio con la sua identità?


Bella domanda…Quando stai suonando sul palco e senti che si crea quell’energia speciale tra te e il pubblico, allora è in quel momento che ti senti bene, ti senti in pace col mondo, senti che stai emozionando e che ti stai emozionando ! E poco importa se stai suonando in un teatro importante o no, se ti stai esibendo da solo, in duo, o con un’orchestra d’archi…conta solo l’energia che si crea, conta solo quel momento !


- A cosa sta lavorando ora?


Nel 2015 è uscito il disco “OP. 1”, che si apre con Il Cristo delle Marche. E’ già stato presentato in Germania, Danimarca, Isole Far Oer e tra qualche mese anche


in Giappone. Nel frattempo sto lavorando ad altri brani inediti e anche a un cd di “brani classici” interpretati da violino e pianoforte. Non ho ancora deciso quale uscirà prima.


- Un sogno?


Non so se sarò mai pronto per farlo e se mai arriverà un’occasione simile. Sto musicando spot, spettacoli teatrali e documentari, ma il mio sogno è quello di musicare un grande film !




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