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LUCIO Battisti, "Nostro caro Angelo"


Nato a Poggio Bustone, nella regione Lazio, nel 1943.

Ha cominciato molto giovane, a metà degli anni ‘60, a comporre canzoni assieme al paroliere Mogol (Giulio Rapetti) con il quale ha formato una coppia con eccellenti risultati artistici, dotati di una qualità che ha coniugato alla perfezione quella necessaria e difficile combinazione tra il testo e la musica.

La coppia che Lucio Battisti ha formato assieme a Mogol ha prodotto opere rilevanti e di enorme trascendenza artistica.

Il successo è stato tale da segnare un importante e decisivo cambio nella scena musicale italiana della fine degli anni '60.

Battisti è riuscito a fondere insieme elementi della canzone tradizionale italiana con elementi provenienti dal rock, cosa che gli ha permesso di conquistare l'attenzione di diversi settori, non solo del pubblico ma anche degli stessi musicisti e cantanti che non hanno aspettato a richiedere le sue canzoni per includerle nei loro repertori come nel caso di Mina e tantissimi altri.

Con l’album “Il mio canto libero”, Battisti ha posto una vera pietra miliare nella storia, non solo per le vendite, ma anche artisticamente parlando, fondendo Rock, folklore italiano e tutta quella corrente progressiva che cominciava a segnare le impronte degli anni ’70. Successivamente appaiono opere trascendentali come “Il nostro caro Angelo” (1973) e “Anima Latina” (1974) che sono state opere di una chiara evoluzione e avanguardia, ammirate dal mondo intero della musica, e da artisti come Bowie o Paul McCartney. Si sono susseguiti poi diversi album insieme al paroliere Mogol raccogliendo successi ed eccellenti critiche dal mondo della musica, fino a che a metà degli anni ‘80 se ne separa e comincia a comporre canzoni assieme al poeta romano Pasquale Panela, producendo assieme a lui l'ultima tappa della sua sfavillante carriera.

Battisti è stato un artista enorme, di grandi capacità e talento, però con una personalità chiusa ed introspettiva. Passava molto tempo chiuso nel suo studio, generando ritmi, melodie e suoni, ed ottenendo in questo modo in ognuno dei suoi dischi una particolarità sonora e sfumature totalmente diverse.



Questa caratteristica sicuramente “chiusa” della personalità di Lucio Battisti è stata anche quella che ha fatto sì che la sua lunga malattia, che lo colpì così giovane, non fosse resa pubblica, sorprendendo tutti con la sua morte il 9 di settembre del ‘98 nella città di Milano.

Se si può dire qualcosa di Battisti è che la sua musica continua a suonare fresca ed attuale, come se gli anni fossero solo un aneddoto… e la sua voce è ancora viva cantando i versi di Mogol, quasi come ai tempi del primo disco.

L'eredità di Battisti sta lì, nonostante il suo carattere timido, la sua introspezione ed i suoi timori, Lucio non smetterà mai di essere quel bello e unico “Caro Angelo”.



Gustavo Santandrea

Director

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