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La Voce della moda italiana


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Giuseppe Ferraro

Stylist & Fashion Designer – Milano. Italia.

La moda è per me un magnifico universo tutto da raccontare. Dopo anni di lavoro come fashion designer per noti brand della moda, ho deciso che era tempo di insegnare e narrare i processi creativi che si celano dietro una fotografia o una collezione. La moda, oggi più che mai, rappresentazione e anticipazione di cambiamenti sociali e di mondi sub-culturali. Nei miei editoriali vi racconto la moda che verrà, gli spunti e le icone che la rendono riconoscibile.





La primavera italiana è alle porte, ma puoi già sentire in lontananza il fresco sciabordio del mare, le suggestioni cromatiche e i profumi della rigogliosa natura mediterranea. Poco importa se il clima ci ricorda ancora di portare con noi una sciarpa o l’ombrello o se le vacanze ci appaiono ancora troppo lontano; quel che è davvero importante è quella meravigliosa sensazione di rinascita che inizia a sedurre delicatamente i nostri sensi, risvegliando in noi il desiderio di bellezza e di armonia.


Le sfilate della Fashion Week a Milano non deludono mai e, anche per la primavera/estate 2019, l’immaginario degli stilisti italiani ha dato buona prova di sé, confermando nel pubblico esperto e negli addetti ai lavori l’idea che le nostre proposte di stile siano sempre in grado di guidare il mondo che conta.


Tra i brand del lusso italiani che più si sono distinti - in termini di ispirazione, temi e palette di colore - ci sono, a mio avviso, tre grandi nomi: Ferragamo, Etro e Antonio Marras. Ognuno di loro, con modi e suggestioni diverse, ha saputo declinare il gusto italiano e lo stile di vita di una donna davvero capace di vivere la contemporaneità in modo personale e di assecondare i propri desideri di estate, sia nel lavoro sia nel tempo libero.


Ferragamo. Ho sempre amato le sue collezioni per quel loro incarnare l’essenza del lusso, laddove esso si connota con il senso della misura, l’eleganza e l’understatement. Non serve urlare per farsi sentire, questa è la mia opinione. Il tema principale della collezione PE 2019 declina un’elegante e innovativa versione dell’abbigliamento da lavoro: un’inusuale di prȇt-à-porter che allinea, per la donna, abiti che provengono dalla forma dei grembiuli che diventano giacche scollate e dei foulard che diventano gonne e abiti, pratici soprabiti, salopettes in nappa, camicie coloniali e una rivisitazione della scarpa Vara oltre a un bellissimo sandalo con la doppia zeppa che fa molto jap ma è un’altra idea che arriva in diretta da Salvatore Ferragamo. Grande spazio ai tagli in sbieco. La palette di colori respira i toni dell’Africa con i bruni, il khaki, le terre arse, l’ebano, ma anche un vibrante living coral e una gamma di grigi caldi.

Marras. Ispirata, romantica e introversa. Così è la donna di Antonio Marras per l’estate 2019, che da sempre risulta capace di sedurci con le sue icone di stile, le storie e le vibranti atmosfere della sua amata Sardegna. Lo storytelling questa volta ci racconta le disavventure della principessa Romanework, figlia primogenita del Negus e sposa al comandante della Resistenza etiopica, fatta prigioniera e mandata al confino sull'isola dell'Asinara. Lo sfondo iconografico della narrazione ci porta quindi in un viaggio che inizia in Etiopia e si conclude in Sardegna, raccogliendo sulla strada i colori, i materiali e frammenti di storia di questa vicenda ambientata negli anni ’30. I colori sono il verde militare e il bianco, ma la gamma delle fantasie che si mixano nei suoi abiti recuperano i classici dei luoghi visitati; non di rado, infatti, vediamo zebrati accostati a righe e quadri, piume su trench safari, stampe floreali su ricami preziosi che riprendono lo stile della lingerie di inizio secolo.


Etro. Non ho dubbi, la colonna sonora della prossima estate viaggia sulle note reggae della sfilata di Etro e della sua collezione, intitolata Pacific zen, che proietta le immagini di una vacanza sui generis, tra le Hawaii e il Giappone. Pur nel frequente ricorso ai ricordi di un’estate sulla tavola da surf, la collezione traduce soprattutto un bisogno di leggerezza e di disimpegno. C’è voglia di divertimento nella scelta patchwork e nella leggerezza dei tessuti dove si incontrano/scontrano le stampe floreali dei kimoni giapponesi con le florealità delle camicie hawaiiane e l’immancabile paisley. La palette è caratterizzata da colori energetici e vibranti, considerati un segno distintivo della maison.





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