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Gaetano Guardino

Laureato in chitarra presso il Conservatorio G.B. Pergolesi di Fermo. Cresciuto in un ambiente familiare sensibile al fascino della arti sonore, inizia lo studio della chitarra classica sotto la guida del padre.


Appassionato, onnivoro di musica, Guardino frequenta numerose masterclass con i grandi della chitarra (con Roland Dyens, Leo Brouwer, Steve Vai, Scott Henderson, Tommy Emmanuel...), da dove iniziano i primi lavori in studio, nel 2009 accanto a un quartetto d’archi registra per la colonna sonora del documentario “Viaggio a Lampedusa”, mentre l’anno successivo si esibisce accanto al cantante Stefano Filipponi, finalista della quarta edizione del programma televisivo X Factor.


Nel 2014 entra nella band di Paolo Simoni, cantautore italiano, con cui inzia la promozione del singolo “Che Stress”, aprendo i concerti del Mondovisione Tour di Luciano Ligabue allo Stadio Olimpico di Roma e allo Stadio San Siro di Milano. A giugno dello stesso anno partecipa con Paolo Simoni al “ Coca Cola Music Summer Festival” andato in onda in prima serata su Canale 5, RTL 102.5 e al “Festival Show” all’Arena di Verona.


Nel 2015 esce il Videoclip “Last Horizon”, omaggio a Brian May, andato in onda su varie Tv nazionali italiane (RAI 3) e diversi articoli su testate giornalistiche come “La Repubblica”, “Il Resto del Carlino”, “La Sicilia”.

Ospite ad uno dei più importanti Festival del Mondo in Olanda “Embassy Festival”. Partecipa alla quinta edizione del “Music Wall” di Pizzighettone in qualità di Endorser per le chitarre acustiche ed elettriche “Micheluttis”. Collabora alla registrazione di due singoli per la grande artista internazionale “Noelia”.


Nel 2018 loda in musica il mito del compositore argentino Astor Piazzolla con il video di Libertango. Un omaggio, una dichiarazione d’amore su chitarra, il risultato di un lavoro che esalta i suoni di un grande maestro, ormai entrati nella storia e nella memoria collettiva.


Ciao Gaetano, cominciamo dai tuoi inizi?


Tutto è nato grazie alla passione di mio padre, chitarrista e appassionato di musica in generale. Ho respirato musica sin da bambino, mio padre mi portava sempre ai suoi concerti e l’atmosfera che si respirava era davvero eccitante. L’imprinting con la musica, insomma è stato naturale. A 11 anni ho cominciato a sentire dentro di me che la passione per la musica sarebbe diventata la mia professione anche grazie all’incontro musicale e artistico con il chitarrista e maestro di vita Santi D’angelo.


Quando hai deciso di intraprendere la strada del professionista?


Intorno ai 16 anni. Quando ho capito che la mia vita sarebbe stata dedicata alla musica, beh non mi sono più fermato.


Quali sono i tuoi riferimenti chitarristici e più in generale musicali?


In ambito classico adoro Villa Lobos, Bach, Paganini..In tutti i casi i musicisti che più mi hanno influenzato sono stati Brian May ed Eric Johnson per il loro sound e senso melodico e chiaramente Jimi Hendrix, il padre di tutta la musica moderna.


C’è una situazione lavorativa che ti ha arricchito su tutte?


Mi è difficile rispondere a questa domanda, visto che ogni situazione e collaborazione ti lascia qualcosa a livello artistico ed umano andando via via a comporre le tessere di un mosaico perfetto. Mi ha fatto crescere parecchio la collaborazione con Paolo Simoni, col quale ho potuto respirare l’aria dei grandi palchi italiani.. Dallo stadio Olimpico di Roma a San Siro di Milano, veri tempi della musica in Italia, per non parlare dell’Arena di Verona, un luogo che trasuda arte e storia da ogni angolo. Momenti che non si possono misurare con l’orologio, ma solo con i battiti del cuore.



Grazie Gaetano per l’intervista concessa, porta in alto sempre la musica italiana e non possiamo che augurarti il meglio nella vita e nella musica.






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