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Impossibile annoiarsi al ROF 2019! Passioni, omicidi e colpi di scena nelle opere in cartellone.

‘Volgare e insipida’ : questo fu il giudizio che la critica riservò a ‘L'equivoco stravagante’, dramma giocoso in due atti di Gioachino Rossini su libretto di Gaetano Gasbarri. Si trattava dell'esordio a Bologna del giovane pesarese, all'epoca 19enne.


L’opera fu rappresentata il 26 ottobre del 1811. Il pubblico del Teatro del Corso l’accolse in modo controverso a seguito del numero eccessivo di equivoci e doppi sensi. Oltre a ciò, diverse scene furono considerate espliciti riferimenti sessuali, un particolare che allarmò molto la censura dello Stato Pontificio che impedì che si andasse oltre la terza rappresentazione. A nulla valsero i tentativi in extremis per emendare i passi incriminati.

Perché dunque? Quale era il problema? Si parlava per la prima volta di sessualità ‘ambigua’ ed i tempi non erano certo maturi!


Questa la trama: in un antico castello, Gamberotto (‘villano nobilitato’ come recita il libretto) desidera sposare la propria figlia Ernestina a Buralicchio, giovane ricco e sciocco ma la ragazza si innamora del suo nuovo precettore, Ermanno. Questi è protetto dal servo Frontino che, per favorirlo, riesce a far credere a Buralicchio che in realtà Ernestina è Ernesto, castrato e musico mancato. Il giovane, sconvolto, abbandona subito la ragazza e addirittura la denuncia: infatti ‘se Ernestina è un uomo, allora deve svolgere il servizio militare, altrimenti sarebbe un disertore!’ La giovane viene arrestata ma alla fine Ermanno riesce a farla evadere e Buralicchio accetta di benedire le loro nozze.

Caduta nell’oblio, l’opera sarà riproposta al Rossini Opera Festival 2019 (11-23 agosto) giunto quest’anno alla 40a edizione.

Non vediamo l’ora di vederla: sarà diretta da Carlo Rizzi nella nuova produzione del duo Moshe Leiser e Patrice Caurier. Famose sono le loro scenografie di opera buffa che non mostrano alcuna paura della farsa e degli effetti visivi, capaci effettivamente di trasformare banali trame in narrazioni coerenti.



L’opera più importante, quella che aprirà il Festival (11 agosto) porta invece il nome di ‘Semiramide’ (alcuni riconoscono in lei l’illuminata sovrana assira Shammuramat, cui si deve la realizzazione dei giardini pensili di Babilonia). La regia è firmata dall’inglese Graham Vick (scene e costumi di Stuart Nunn), mentre sul podio Michele Mariotti (Urbino, 1979) dirigerà l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai ed il coro del Teatro ‘Ventidio Basso’ di Ascoli Piceno.


Direttore Michele Mariotti.



E’ stata definita l’opera ‘più ‘eccessiva, visionaria ed eccezionale’ di Gioachino Rossini e forse dell’intero melodramma italiano, autentico capolavoro della dismisura (soltanto il primo atto dura 2 ore e venti minuti). E’ l’ultima delle trentaquattro opere scritte espressamente per i palcoscenici italiani. Il Compositore -che all’epoca aveva trent’anni- era al giro di boa: concluso il periodo ‘napoletano’, rientrato dal recente successo viennese di ‘Zelmira’ ed impegnato, nell’autunno del 1822, come compositore ufficiale del Congresso della Santa Alleanza a Verona, era già ampiamente proiettato nella scena internazionale. Erano passati dieci anni da ‘Tancredi’ (il primo grande successo ‘serio’) e nel frattempo era diventato famoso ed apprezzato ovunque. Decise di chiudere la sua carriera italiana dove era iniziato il suo successo, a Venezia. Per chiudere il cerchio scelse lo stesso teatro (la Fenice), lo stesso librettista (Gaetano Rossi) e lo stesso ‘fornitore’ di soggetti, Voltaire.

Figura in cartellone anche la ripresa del rarissimo Demetrio e Polibio (la prima opera scritta da Gioachino anche se la prima rappresentata è ‘La cambiale di matrimonio’) nell’allestimento di Davide Livermore, diretto da Paolo Arrivabeni. Sul palco la Filarmonica Gioachino Rossini assieme al Coro del Teatro della Fortuna M. Agostini. Completeranno il programma Il viaggio a Reims (interpretato dagli allievi dell’Accademia Rossiniana ‘Alberto Zedda’); la cantata pastorale La riconoscenza; le Soirées musicales nella versione orchestrata da Fabio Maestri; due concerti lirico-sinfonici, due concerti di Belcanto; il nuovo appuntamento di Rossinimania con gli Italian Harmonists e per finire il Gala ROF XL, un grande concerto lirico cui parteciperanno una quindicina di cantanti tra cui Juan Diego Florez (in assoluto il più amato dal pubblico del festival), Lawrence Brownlee e Sergey Romanovsky, ma anche il giovane e promettente Ruzil Gatin, russo di nascita ma con una carriera interamente italiana.



Quest’anno gli spettatori del Festival avranno la possibilità di visitare il Museo dedicato al Maestro, inaugurato il mese scorso: saranno immersi nel mondo rossiniano, raccontato come un’opera lirica. Si tratta (lo si comprende subito) di un lungo viaggio artistico e sentimentale, di una vita vissuta come un melodramma al tempo stesso serio e comico, doloroso e amoroso, con fiaschi molteplici e successi grandiosi, a cavallo tra rivoluzioni, restaurazioni politiche, teatri, salotti, grandi personaggi e rivolgimenti intellettuali, tra Illuminismo, Neoclassicismo e Romanticismo: un’epopea che attraversa i movimenti culturali dell’Europa tra Settecento ed Ottocento e si perpetua nell’attualità.


by Paola Cecchini

Giornalista, scrittrice e traduttrice, è appassionata di arte, musica e teatro.

Ha pubblicato numerosi libri, presentandoli nei più importanti Istituti Italiani di Cultura in Europa e America:

- In cucina con Rossini (1992)

- La Corte squisita…(1995)

- Loreto ieri e oggi, nella storia e nell’arte (1995)

- Habemus papam- Un modo nuovo di raccontare una vecchia storia (1999)

- ..Fumo nero - Marcinelle 1956-2006 (2006)

- Terra promessa. Il sogno argentino (2007)

- All’ombra di un sogno-Viaggio nell’emigrazione marchigiana e italiana in Brasile(2010)

- Momenti di nostalgia (trad. ‘Entre cuentos de nostalgias’) (2003)

Collabora con numerosi giornali italiani all'estero Nel 1998 e 2000 le è stato conferito un Premio alla Cultura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Riferimenti:

Email: paola.cecchini@libero.it

https://www.facebook.com/paola.cecchini.35

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