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Il Lupo Romano


In tempi egoisti e meschini, di cifre esorbitanti e volgarità economiche, di amore per il potere del denaro, di fervore fittizio, di trasferimenti costanti ed osceni, ancora sopravvivono dei supereroi più somiglianti alla mitologia che al mondo del calcio.



“Roma è la mia famiglia, i miei amici, la gente che amo. Roma è il mare, le montagne, i monumenti. Roma, per me, è il mondo. Questa squadra, questa città, sono la mia vita, sempre!” ha confessato.

Frasi dichiarate da Francesco Totti, il gladiatore romano che ha rotto con la profezia che nessuno è profeta in Patria.


Totti è sinonimo di lealtà e verità: non ha mai nascosto i suoi baci alla maglia. “Quando ero bambino mi hanno insegnato che la famiglia è la cosa più importante! Avete sentito di un bambino figlio di genitori poveri che vada a vivere con gente ricca è strana?”.

È stato tentato dal Real Madrid di diventare il loro 10, l'imperatore merengue, però quello del Capitano Romano è un amore corrisposto con la sua gente.

“Se fossi andato in Real Madrid avrei vinto 3 Champions League e due palloni d'oro, però questo era il mio sogno da bambino: fin da piccolo avevo il sogno di percorrere tutta la mia carriera con l'unica maglietta che amo. Non ho mai tradito questo sogno!” ha sostenuto. I suoi numeri sono travolgenti e incontestabili: 25 stagioni, 25 anni di percorso con la Roma, 785 partite giocate, 307 gol e 198 assist.


Record massimo di presenze con la maglietta giallorossa, così come goleador assoluto in cima alla classifica dei cannonieri storici. Vanta inoltre 5 titoli ottenuti a livello nazionale (uno scudetto, 2 Coppe Italia e 2 Supercoppe italiane). Con 250 gol in Serie A è il terzo cannoniere di tutta la storia del calcio italiano.

Leader prolifico, instancabile, ha appeso le scarpette al chiodo a 40 anni di età. Il capitano di grande talento, classe lirica, spirito guerriero, carattere furibondo, dominio squisito e campione del mondo con la nazionale nel 2006, è stato nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana nel 2000. Una storia senza fine di virtù per lo stemma della Roma, insignificanti se messi a paragone con il sentirsi un idolo ed ottenere la devozione dei propri tifosi. Affetto e amore che ha saputo dimostrare con la sua fedeltà. “La fedeltà già una vittoria per me. Non è facile rimanere 20 anni nella stessa squadra” ha sottolineato.


Francesco sa a che casa appartiene: a quella dell'Olimpico di Roma. Così ha reso noto davanti a una moltitudine che è andata a salutarlo al secondo Colosseo di Roma, allo stadio della Lupa, dopo aver disputato l'ultima partita della sua carriera.

Emozionato e con la passione a fior di pelle, ha letto una lettera emotiva per salutare tutti coloro che avevano condiviso con lui tante giornate indimenticabili dalla curva.

L'idolo chiudeva il sipario sulla sua ultima performance come calciatore e ringraziava i suoi tifosi per la grande dimostrazione di amore.


Sapeva di essere un fortunato ed un onorato rappresentante dei tifosi dentro il campo, qualcuno che portava con sé, nei suoi piedi, l’illusione di migliaia di loro.


“Quello che penso sono capace di esprimerlo con più facilità usando i piedi. Da oggi non sentirò così vicino l'odore del prato, il sole in faccia mentre corro verso la porta avversaria. Mi piace pensare che la mia carriera diventerà una favola, una fiaba da raccontare. Oggi questa storia finisce, mi tolgo la maglietta per l'ultima volta. Negli ultimi mesi mi sono chiesto perché vengo svegliato da questo sogno. Immaginate quando eravate bambini e stavate avendo un sogno meraviglioso, e vostra madre vi sveglia per farvi andare a scuola. Vorreste continuare a sognare, cercare di tornare emerge nel sogno, però ormai non è possibile. Questa volta non è un sogno, ma una realtà. E ormai non posso tornare nel sogno. Voglio dedicare a tutti voi questa lettera, a tutti i bambini che mi hanno sostenuto. Ai bambini di ieri che sono cresciuti e sono diventati padri, e a tutti i bambini di oggi che ogni tanto gridano ‘Tottigol’. Mi piace pensare che per loro la mia carriera si sia trasformata in un racconto fatato. Nascere romano ed essere romanista è un privilegio. Essere il capitano di questa squadra è stato un onore. Sono e sempre saranno la mia vita. Smetterò di emozionarvi con i piedi, però il mio cuore sarà sempre con voi. Ora scenderò le scale, entrerò nello spogliatoio che mi ha accolto quando ero bambino e lascio adesso che sono un uomo. Sono orgoglioso e felice di avervi dato 28 anni di amore. Vi amo!” ha esclamato.

Totti ha sempre portato la voce del suo popolo nel cuore. Ha reso eterno il suo nome, per diventare una leggenda vivente romana, e poi sarà un mito per i secoli dei secoli. Totti, il lupo romano.


by Franco Lucca

francolucca@hotmail.com

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