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Il Beat e L' Ancona Beat Festival secondo Claudio Scarpa.

Claudio Scarpa, critico musicale, curatore di riviste musicali in radio, TV, frequentatore del mitico Piper e dei locali cult anni 60 e 70, protagonista della storia della musica. Già ospite graditissimo all’Ancona Beat Festival dove ha introdotto grandi protagonisti della terza edizione 2019.


Grazie Claudio per essere più con noi!


Silvia: Dal tuo punto di vista, qual è il significato e la posizione dell’Ancona Beat Festival nel panorama delle manifestazioni di questo genere?


Claudio: Intanto grazie per l’invito, per poter parlare con i nostri amici in Argentina! Per quanto riguarda questa manifestazione, sta sicuramente prendendo piede. Secondo me inizia a conquistare posizioni tali da avvicinarsi a manifestazioni analoghe come quelle di Francavilla oppure mira direttamente ad avere risonanza come quella ottenuta da Senigallia che ormai è storica. Certo ci vogliono tempi e anni di consolidamento. Ma la strada è sicuramente quella giusta perché in tre anni secondo me è stato fatto davvero tanto.


Silvia: Secondo te Claudio, com'é il presente ed il futuro del Beat?


Claudio: Il presente lo stiamo vivendo, il beat ha raggiunto posizioni di popolarità che direi inaspettati almeno fino a qualche anno fa. Oggi il beat è diventato una vera e propria natura di culto, lo si ascolta come si può ascoltare musica blues musica folk oppure appassionati di rock, metal. E’ un genere musicale che giorno dopo giorno ha nuovi appassionati e fedeli adepti. Il bello è che sta contaminando anche le generazioni più giovani. Questa è forse la cosa più bella e più auspicabile per un futuro migliore per allargamento della fama della musica beat.


Silvia: Claudio detto da te che sei proprio un attento divulgatore dei tanti generi musicali italiani e dei loro protagonisti è veramente una cosa fantastica Alcuni di questi protagonisti sono tuttora in attività con nuove canzoni e altri invece potrebbero essere riscoperti. Secondo te quali potrebbero essere ancora attuali, e con quali musiche?


Claudio: Su questo argomento bisognerebbe scrivere non una ma qualche pagina di rivista! La lista sarebbe davvero alquanto sostanziosa, secondo me. Per ora quindi mi limiterò a citare i quattro personaggi che ho citato sul palco quando ho presentato Gene Guglielmi. Sono quattro i personaggi, Gene Guglielmi compreso, che hanno dato all'epoca, alla causa del beat, qualche cosa in più perché cantanti solisti, veri e propri eroi del beat, con i loro brani distintivi, ne sceglieremo uno. E quindi ti dico Roby Crispiano con la sua “Uomini, uomini” canzone contro la guerra, bellissima e purtroppo ancora attuale Mauro Lusini con la sua inarrivabile “C`era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, che in molti, troppi, ancora attribuiscono erroneamente a Gianni Morandi, personaggio che non c'entrava nulla con questa canzone e poi Riki Maiocchi, con la sua battistiana “Uno in più”. Ma il discorso sarebbe molto molto lungo sicuramente da approfondire.


Silvia: Claudio, io a questo punto approfitterei altre volte con altre puntate con te, se ci vorrai raccontare di altri personaggi altri canzoni che poi proporremo proprio per il nostro pubblico.

Claudio: Bene, se i nostri lettori ed ascoltatori vorranno ancora ascoltare le mie riflessioni musicali possiamo darci un appuntamento ogni tanto anche per il futuro.


Alla prossima puntata con Claudio Scarpa, con i protagonisti della musica italiana ed

internazionale degli anni 50-60-70.

Ciao Claudio!





by Silvia Tamburriello

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