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Francesco Guccini: la vita, una grande canzone

Nato a Modena nell'anno 1940, si è dedicato già da molto giovane alla scrittura, alla canzone ed al teatro. Con un'impronta molto vicina allo stile di Bob Dylan, questo autore italiano ha saputo dimostrare, già da una età molto giovane, una inclinazione alla canzone testimoniale e allo stesso tempo la sua prolifica e ininterrotta carriera gli ha permesso di essere un riferimento importante per altri cantanti e musicisti che hanno anche interpretato le sue opere, a volte scritte esclusivamente per alcune figure consacrate del mondo della canzone italiana degli anni '70.



Francesco Guccini è anche riconosciuto come un grande esponente del movimento dei cantautori italiani e le parole delle sue canzoni riflettono un utilizzo del verso e della metrica che hanno generato interesse ed applicazione in diversi temi della letteratura nei collegi italiani, soprattutto di poesia contemporanea.

Guccini vanta un enorme popolarità nella società italiana, al punto da essere considerato un simbolo da almeno tre generazioni.

È nato a Modena un 14 giugno, pochi giorni dopo l'ingresso dell'Italia nella seconda guerra mondiale, al punto che il padre fu chiamato alle armi ed il piccolo Francesco dovette andare a vivere con i suoi nonni paterni a Pavana, cosa che si è vista, questi anni negli Appennini, riflessa molte volte nell'opera di Guccini, al punto che dedicò a Pavana la sua prima novella chiamata “Cròniche epafàniche”… Lui ha sempre dichiarato di sentirti orgoglioso e nostalgico di quei paesaggi montagnosi con una bellezza senza uguali.

Finita la guerra è potuto tornare nella sua Modena natale. Poi ha iniziato la sua carriera musicale, oltre alla tua la sua attività giornalistica occupando incarichi nelle scuole, nei giornali e nei media di stampa scritta. All'inizio degli anni settanta ottiene la sua maggior trascendenza nel mondo della canzone, partecipando al celebre Festival di Sanremo come autore di altri interpreti come Gigliola Cinquetti.

Il primo registro come cantautore, chiamato folk Beat, arrivò presto senza troppo successo, però in cui già si poté percepire la caratteristica di uno stile molto “italiano” con tematiche sociali quali la morte, il suicidio, l'olocausto e la guerra.

Arrivarono poi altre canzoni e un'esperienza negli Stati Uniti, da dove tornò con un'enorme influenza, ancora maggiore, di musica folk e blues.

Diversi artisti, tra cui i Nomadi, portarono al successo molte delle sue canzoni, permettendo a Guccini ed al suo prestigio come autore di crescere in tutto il paese e anche in alcuni posti all'estero. Si può dire che il grande salto artistico di questo grande musicista e compositore avvenne nell'anno ‘72, con il suo album più emblematico "Radici" che racchiude le canzoni forse più note del suo vasto repertorio.

Così si è sviluppata questa magnifica carriera di un cantautore differente, ma per il successo chiamato "commerciale" si è dovuto aspettare l'anno ‘76, con il suo album "Via Paolo Fabbri 43", un album che ha raggiunto la cima della classifica dei più venduti dell'anno. Si può dire che da allora in poi, la carriera artistica di Guccini si tingeva di canzoni influenzate da diverse correnti folk e dalla canzone tradizionale italiana, tra cui autori come Venditti, De Gregori o De Andrè, e la sua passione per scrittori come Borges o Barthes. Guccini è un grande artista, un musicista, paroliere, autore, scrittore e attore, una figura che è già una parte indelebile della cultura popolare italiana.


La Locomotiva


Gustavo Santandrea

Director

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