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Figli d'Italia



Sicuramente in questa nota ti sentirai un pò identificato con ciò che sto per raccontare.

O magari sentirai, ad un certo punto, che sto parlando proprio di te, vale a dire che effettivamente parlerò di te, di me e di tutti quei figli della nostra amata Italia, che in questo momento e per diverse ragioni si trovano fuori dalla nostra terra.

Quando stavo riflettendo su cosa scrivere in queste righe, mi sono domandato: come raccontare qualcosa che unisca tutti gli italiani? Chissà, potrei parlare dei nostri piatti tipici, delle nostre usanze o della nostra cultura? E allora ho pensato: perché non parlare di tutto questo in una sola volta? Ma come farlo?

Poi è nata quella sensazione che ogni italiano prova quando è lontano dalla sua terra e dalle sue radici. Quella strana sensazione che ci segue in ogni luogo, come se fosse la nostra ombra, come parte della nostra identità sparsa in tutto il mondo.


Quell'identità italiana che troviamo in ogni città o paese, che sentiamo con il semplice aroma di un caffè, una buona pasta o un buon risotto in qualche ristorante italiano. O perchè no, anche nell’odorino di una pizza appena sfornata. O forse lo notiamo anche in un edificio ispirato nella nostra architettura rinascimentale, oppure in un’opera d’arte di Da Vinci o una canzone di Lucio Dalla o Pavarotti.

Ci sono così tante cose che ci ricordano quanto sia importante la nostra gente, il nostro popolo e la nostra cultura per il mondo. Quante lingue discendono dalla nostra terra, quanti piatti tipici ed usanze esistono in tanti paesi del mondo che, a rintracciarne le origini, potremmo scoprire che sono tanto nostri quanto loro.

Quanti italiani hanno portato i loro sogni in diverse parti del pianeta, alla ricerca di un futuro migliore per i loro figli e nipoti, forse fuggendo dalla fame o dalle guerre. Tutto questo, senza mai dimenticare le loro origini, le loro usanze e radici, unendole a quelle già esistenti nel luogo in cui vivono.

Oggi siamo qui, “figli d'Italia”, per onorare e ricordare un’eredità che, partendo dai nostri predecessori romani fino ai nostri nonni e genitori, porta la nostra cultura, le nostre usanze, i nostri piatti tipici e l'arte in tutte le parti del mondo.

Perché essere italiano non è solo una carta d'identità o un passaporto con cui viaggiare per il mondo. Essere italiani significa far parte di quella cultura. Essere italiani vuol dire anche portare sempre con noi i sogni di tanti “figli d’Italia” che, nel corso dei decenni, hanno legato le nostre radici al resto del mondo.

Essere italiani lontani dalla nostra terra è come essere ambasciatori e rappresentanti di tutto ciò che noi siamo come popolo.

Essere un “figlio d'Italia” significa portare nei nostri cuori il verde, il bianco ed il rosso della nostra bandiera, dovunque un italiano vada.


by Maximiliano Temporin

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