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Antonello... Sotto il segno della canzone


Antonello, un ragazzo romano che vide la luce l'8 marzo 1949. Già in tenera età, mostrava il suo carisma e il talento innato per la canzone e la musica in generale. Innamorato della musica e appassionato anche di calcio, appena adolescente già dimostrava le sue qualità e abilità come cantautore, componendo due bellissime canzoni che sono ancora in vigore oggi nel suo repertorio e nella memoria della gente: “Roma Capoccia” e “Sora Rosa”.

Dopo questo prematuro e promettente successo, il tempo lo stava avvicinando al famoso Folkstudio, un'area di grande attività e sessioni musicali, che gli inizi lo vedevano come spettatore, per poi averlo tra i suoi artisti principali.


È in questo rinomato luogo romano, dove incontra e fa amicizia con un'altra grande icona della canzone italiana: Francesco De Gregori.

Questa amicizia, dà origine alla creazione congiunta del gruppo ‘I Giovani del Folk’, registrando poi un promettente album “Theorius campus” del 1972, di relativo successo, ma che ha permesso a questi due giovani musicisti compositori di mantenere un'amicizia che sarà per la vita.


La carriera di Antonello Venditti non si ferma, anzi, continua con successo nella scelta del pubblico, quindi edita il suo primo album solista nel 1973: “L’orso Bruno”, per poi firmare per la compagnia RCA, registrando tra gli altri i successi “Lilly” e “Sotto il segno dei pesci”.


Il grande impatto sulle vendite e sull'accettazione da parte del pubblico determinò che Venditti poté fondare la sua casa discografica, la “Heinz Music” che gli permetteva di modificare il proprio materiale in modo più efficiente ed elaborato, essendo questo, il tempo di dischi come: “In questo mondo di ladri”, “Benvenuti in paradiso”, “Addio novecento”, “Circo dal vivo Massimo”, “Che storia fantastica è la vita” e molti altri titoli.



Antonello Venditti è stato ed è un cantautore di straordinaria particolarità: ha saputo cogliere nei suoi testi e nelle sue melodie la capacità necessaria per dipingere i problemi di adolescenti e giovani, la sua passione per il calcio, le critiche politiche, in particolare l'amore...


Queste caratteristiche sopra elencate rendono Venditti un personaggio molto identificato con il sentimento del pubblico di età e generazioni diverse, riuscendo ad unire genitori e bambini nei suoi concerti quasi allo stesso modo.


Un altro particolare che evidenzia la vita di questo grande musicista, compositore e cantante, è la sua interpretazione dell'inno ufficiale della squadra della sua città: “La Roma” di cui è anche uno dei suoi tifosi più fanatici.


Antonello Venditti, un romano che conquistò non solo tutta la sua Italia, ma ne ha trasceso i confini ed è arrivato in America, interpretato e tradotto in diversi paesi di lingua spagnola. Venditti, “Quanto sei bella Roma quand’è sera” ... un simbolo di quell'amore per la città eterna, di uno dei suoi figli prodigi che ha cantato e descritto come pochi, la sua bellezza...





"Roma capoccia"


Quanto sei bella Roma quand'è sera Quando la luna se specchia dentro ar fontanone E le coppiette se ne vanno via Quanto sei bella Roma quando piove

Quanto sei grande Roma quand'è er tramonto Quando l'arancia rosseggia Ancora sui sette colli E le finestre so' tanti occhi Che te sembrano di' quanto sei bella

Oggi me sembra che er tempo se sia fermato qui Vedo la maestà der Colosseo Vedo la santità der cupolone E so' più vivo e so' più bbono No nun te lasso mai Roma capoccia der monno infame

Na carrozzella va co dù stranieri Un robivecchi te chiede un po' de stracci Li passeracci so' usignoli Io ce so' nato Roma Io t'ho scoperta stamattina



Gustavo Santandrea

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