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ANIA - Associazione Nazionale Italiana Artisti presenta:



L'Edizione 2020 del Festival di Napoli vedrà, come consuetudine, la partecipazione di moltissimi artisti, musicisti e ospiti che, coadiuvati dallo staff organizzativo, dai tecnici e dai volontari e collaboratori, daranno vita, anche quest'anno, a questa importante kermesse che sempre più attira l'attenzione di Media italiani e esteri. Il Festival di Napoli, patrocinato dal Comune di Napoli e dalla Regione Campania, si svolge regolarmente dal 2015 presso il prestigioso teatro cittadino Politeama, sede storica dei festival per antonomasia. Importanti i numeri delle scorse edizioni che a titolo di esempio riportiamo in breve: oltre cento autori, 45 musicisti dell'Orchestra Sinfonica del Conservatorio San Pietro a Majella, 44 concorrenti, 20 ospiti di qualità, oltre 30 tecnici, circa 50 volontari, decidine di collaboratori e centinaia di fan (edizione 2019). E' necessario ricordare che il Festival di Napoli organizzato da ANIA – Associazione Nazionale Italiana Artisti nasce dalle ceneri del mitico Festival di Napoli trasmesso dalla RAI dal 1952 fino al 1971, che ebbe la capacità di unire un popolo intero al di là della sfera sociale di appartenenza diventando un vero e proprio collante di culture che, se pur diverse, erano in quell’occasione unite e unanime in nome della musica quale strumento di valorizzazione del patrimonio culturale e artistico e di aggregazione sociale. Perseguendo questi stessi ideali e questa stessa missione tracciata negli anni, la linea artistica seguita oggi dall'Associazione ANIA è proprio quella di essere uniti contro ogni forma di razzismo musicale, volendo dar voce a nuovi talenti emergenti impegnati in un'attenta ricerca e sperimentazione musicale. Per tale motivo accoglie un pò tutti i generi privilegiando soprattutto quelli che, partendo dall’origine musicale, non stravolgano in maniera scellerata o fuorviante quella che è la tradizione su cui si fonda il Festival di Napoli (che rese famosa la canzone di Partenope in tutto il mondo quale custode di tutti i suoi elementi più solari e arcani) e che la trasferiscono all’interno della nuova prospettiva musicale che questo festival si onora di promuovere, rendendola così riconoscibile come il Flamenco, la musica brasiliana, quella francese e anglosassone. Questo nuovo e rinverdito Festival è diretto e ideato dal Maestro Massimo Abbate (figlio di Mario, cesellatore della canzone napoletana e primo interprete di celeberrime canzoni di successo mondiale quali: Malafemmina, Anema e core, Luna Caprese, Indifferentemente e non ultima Core napulitano che vinse il festival nel 1965). Il Maestro Abbate, attento appassionato di canzoni napoletane, ha studiato pianoforte al Conservatorio S. Pietro a Majella ed è un affermato attore di teatro, di cinema, di televisione e interprete canoro che lo ha visto tra i protagonisti del festival di Sanremo del 1979.


Il maestro Massimo Abbate

E', infine , necessario ricordare che solo l'Associazione ANIA è il proprietario del marchio Festival di Napoli e che quindi è l'unico autorizzato a utilizzarlo per fini artistici, commerciali o promozionali.

Questo Festival, pur rispettando tutte le diversità musicali, rappresentandole perfino indistintamente per onestà intellettuale, intende ritrovare quei punti di riferimento e quella unità consone allo stile e pregio della scala napoletana con nuove forme new generation ma sempre ricche di quell'anima, di quella genuinità e di quella ricerca che può e deve riportarci a quei livelli culturali e artistici, paritari di un tempo. Sia chiaro non siamo passatisti ma non siamo neanche immemori del passato.

La presenza di illustri figli d'arte come Adriana Bruni (figlia di Sergio Bruni), Fabrizio Fierro (figlio di Aurelio Fierro), Gianfranco Gallo (figlio di Nunzio Gallo), Susy Sebastiano (nipote di Franco Ricci) e di vecchie glorie del festival, nella scorsa edizione, sono la testimonianza vivente della validità di questo progetto non solo musicale ma anche culturale che è e deve sempre più essere sostenuto da più parti. La musica per noi è il senso della vita e come la vita va valorizzata nella sua integra bellezza.

Crédits photographer Noemi Morelli. Modelli Chiara Cernicchiara di Modella Futura di Napoli e Alessandro Coppola di Lillo Agency di Guardea


Musica come arte ed espressione artistica di un territorio con le sue tradizioni non solo canore ma di costumi, valori, entità, un bagaglio culturale dove riconoscersi ed esserne fieri, motivo per cui si intende veicolarlo nel mondo perché la canzone napoletana non è una tradizione solo campana ma è da sempre un modello mondiale.

Ecco dunque che il Festival di Napoli per 3 giorni diventa un contenitore di ricchi appuntamenti per raccontare Napoli con la sua conclamata tradizione sartoriale, la storica genuinità dei suoi sapori e lo sfarzo che vede incoronare il sogno d’amore, il wedding (non a caso Napoli è la città dell’amore per antonomasia).


L’internazionalità dell'Edizione 2020 è alla base del nostro progetto ed è per questo che abbiamo deciso di fare un ennesimo sforzo produttivo: vogliamo portare il Festiva di Napoli nel mondo e portare il mondo, con tutte le sue omogeneità e diversità musicali, a Napoli.






ANIA- Associazione Nazionale Italiana Artisti


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