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ANCONA CANDIDATA A CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2022


Ancona rilancia la sua partecipazione per “Capitale Italiana della Cultura 2022” e domenica 2 agosto, alla Mole Vanvitelliana, è stata presentata alla città il dossier a sostegno della candidatura.

Poco prima della presentazione, nel chiosco della Mole abbiamo incontrato l’assessore alla Cultura, al Turismo e alle Politiche giovanili Paolo Marasca, che in una video intervista ci ha spiegato il percorso seguito finora per la candidatura di Ancona, ne ha presentato i principali punti di forza a sostegno della candidatura, anticipato i prossimi passi di questo cammino ed indicato alcune tra le altre possibili città candidate a Capitale Italiana della Cultura 2022, tra queste Genova, Verona, Livorno, Bari, Taranto.

Nel dibattito seguente alla presentazione abbiamo chiesto all’assessore se questa candidatura potrà avere, come ci auspichiamo, ripercussioni per la visibilità di Ancona all’estero.


ANCONA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA DEVE AVERE UN TEMA, SI CONFERMA IL TEMA DELL’INCONTRO E DELLA RELAZIONE CON “L’ALTRO”

(dal DOCUMENTO DI SINTESI DEL DOSSIER DI CANDIDATURA del COMUNE DI ANCONA)


Dall’analisi del ruolo della cultura nella nostra epoca e del carattere della città, è emerso il tema dell’incontro e della relazione con l’Altro. Ancona è una città che nasce, vive e quasi muore in virtù dell’incontro, del legame e del conflitto con l’Altro.

Il processo partecipato del Piano strategico impegna alcuni anni e corre parallelo ai primi interventi di trasformazione della città. Nel Piano che ne nasce le cittadine e i cittadini sintetizzano il proprio desiderio in tre grandi temi:

Città-Mare perché, nonostante sia letteralmente conficcata in Adriatico, Ancona nutre, per via della sua stessa storia, una profonda nostalgia nei confronti di quello che dovrebbe essere il suo elemento naturale.

Città-Mole perché ad Ancona si trova uno dei più singolari e affascinanti complessi monumentali del Paese, il Lazzaretto pentagonale di Luigi Vanvitelli che, nell’immaginario della comunità, è stato a lungo metafora di potenzialità inespressa.

Città-capoluogo perché, pur essendo sede di tutte le principali istituzioni regionali (il Porto, l’Università, l’Ospedale Regionale, la Soprintendenza, la Regione, il CNR, i Tribunali, gli Archivi di Stato), Ancona ha sempre ricevuto dal territorio un riconoscimento episodico, e con riserva.

La pandemia del 2020, e la conseguente crisi di sistema, colpiscono un’Ancona in movimento, con i grandi cantieri avviati o in consegna e che affida alla cultura la costruzione di significati nuovi. Ma sebbene alle prese, come il resto del pianeta, con l’insorgere di emergenze legate al COVID, Ancona riconosce nella propria traiettoria di cambiamento una soluzione ancora più necessaria. Da qui, l’idea di avviare un processo di preparazione che coprirà l’anno 2021 e che prevede una strategia ben definita.


ANCONA SI PREPARA. UN PROGETTO FORMATIVO DI DUE ANNI, LA TRASFORMAZIONE DEGLI SPAZI APERTI E IL COINVOLGIMENTO DEI CITTADINI E DEI QUARTIERI PERIFERICI.

I cittadini

Il 2021 attiva un processo partecipato di un anno riguardo alcuni dei temi e dei progetti presentati da associazioni e soggetti del territorio al fine di far parte del Dossier di candidatura. Il percorso si svolge in tre tappe:

• da febbraio a maggio 2021, una serie di incontri e laboratori di co-creazione mettono in relazione le proposte, individuano i denominatori comuni, istituiscono la rete di ospitalità culturale di Ancona;

• da settembre a dicembre 2021 si dà corpo e concretezza a quanto stabilito nei tavoli di co-creazione, realizzando infrastrutture e organizzazioni;

• dal primo giorno dell’anno della cultura la città si fa trovare apparecchiata per la visita dell’Altro.

Lo spazio de La Mole

La scena si apre con l’inaugurazione, a inizio 2022, dell’Ala Nuova della Mole Vanvitelliana, 6000 mq che concludono il restauro del complesso monumentale e si trasformano, immediatamente, in grande luogo della produzione culturale attraverso spazi dedicati alla musica dal vivo, laboratori e percorsi per le giovani generazioni. Arte, scenografie, temporaneità degli eventi, musica e soprattutto possibilità di trovare un terreno fertile in cui coltivare i propri desideri, si collocano in questo spazio che va ad affiancare le sale espositive della Mole, il suo centro congressi, la Corte esterna e gli affacci sul mare e diviene dal 2022 Antenna del GAI - Giovani Artisti Italiani.

Lo spazio esterno alla Mole

Si trasforma per l’anno della cultura in un grande luogo della possibilità:

• i binari in disuso vengono coperti da prato e allestimenti permettendo traffico pedonale e mobilità dolce

• il mare e le barche ormeggiate nello specchio d’acqua che circonda il monumento divengono scene per attività ed eventi, per comunità. E così si riallaccia il legame che, conduce al Porto Antico.

Lo spazio del Porto Antico

Il Porto Antico diventa la grande Arena per spettacoli all’aperto. La linea di costa torna ad essere unita, in un paesaggio che parla di arte, di archeologia, di lavoro, di scambio e confine: una realtà unica, pedonale e ciclabile, collegata attraverso mezzi pubblici sostenibili, protesa nel mare eppure allacciata senza soluzione di continuità al centro cittadino.

Qui, le persone si muoveranno nell’anno della cultura per assistere, ma soprattutto per creare relazione, viversi a vicenda e produrre contenuti, che immediatamente trasformeranno l’intero spazio urbano e portuale nel rispetto di lavoro, cultura, economia.

Lo spazio del centro storico

Lo spazio del Colle Guasco, con i suoi Musei e il Parco del Cardeto intitolato al grande poeta anconetano Franco Scataglini, ospiterà progetti importanti, nuove produzioni culturali, percorsi di valorizzazione e relazione di questi luoghi simbolo.

Lo spazio in periferia

Accanto a questo grande centro di cultura lungo il mare, nascono produzioni che vitalizzano attraverso la cultura le periferie con il lavoro delle istituzioni e dei festival a fianco delle associazioni di residenti e le possibilità fornite dai grandi progetti urbanistici. Utilizzo delle vie come spazi di gioco, con simboli identitari di quartiere, conoscenza reciproca, creazione di spazi di incontro che si deducono da installazioni ed eventi.


ANCONA: CITTÀ E PROGETTI CULTURALI. PRODUZIONI IDEATE PER ANCONA CAPITALE.

L’Altro come Incontro

Racchiude progetti materici che trattano linguaggi creativi contemporanei come la musica, la letteratura, l’arte, il teatro. Sono produzioni che prevedono grande interazione con il pubblico, partecipazione fortissima e apertura verso altri orizzonti.

I progetti Incontro sono mostre, occasioni sociali, concerti, eventi di spettacolo che mettono al centro la relazione, l’ingaggio, la scoperta dell’altro nell’esistenza individuale e collettiva. I progetti sono curati da alcune istituzioni, proposti da associazioni e realtà del territorio, pensati appositamente da figure della cultura nazionale. Vi partecipano: World Youth Orchestra, Orchestra dei Fiati di Ancona, Festival Spilla, Arci, Manuel Agnelli, Arcidiocesi Ancona-Osimo, Università Politecnica delle Marche, MIRA, Mauro Ermanno Giovanardi, Denis Curti, Inteatro Festival, Marche Teatro, Ancona FotoFestival, Marco Baliani, Musei Civici, Stefano Zuffi, Festival Adriatico Mediterraneo, Portobello, Gruppo Amatori, Lucia Mascino, Andrea Caimmi le opere di Gio Pomodoro, Stefano Zuffi, Cantiere delle Marche e CNR - Irbim, Galleria Puccini.


L’Altro come Trauma

Racchiude progetti che mettono in evidenza un tipo di incontro che si rivela traumatico: le cicatrici, i conflitti, le complessità, le intrusioni, tutto ciò che può creare un’esigenza di risoluzione e di riassestamento. La schiettezza di Ancona introduce nel dossier il tema del trauma che, sempre, deriva dall’incontro con l’Altro. Trauma è conflitto, ma anche gestione del conflitto, confronto che cresce una comunità, coscienza della differenza. Vi partecipano: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, Bookmarchs, Emidio Clementi, Fabio Pedone, Fondazione Ermanno Casoli, Mappe, Università Politecnica delle Marche, Università di Camerino, Festival Cinematica, Poliarte, Accademia56, Conero dance Festival, Zona Musica, Biblioteca Comunale, Federico Leoni, MALTE


L’Altro come Cura

I progetti dallo uno spirito sociale forte, per la riqualificazione di spazi e per un tessuto sociale sfibrato.

La Cura dell’altro non è solo un gesto medico, quanto la Cura di una relazione e dunque di se stessi. Prendersi cura (dell’altra persona, della comunità, della città, del pianeta) è ciò che determina una civiltà. Vi partecipano: Istituti Comprensivi di Ancona, Massimo Recalcati, Comunità Ebraica di Ancona, Studio Guastalla, Museo della città, Festival La punta della lingua, ASUR Azienda Sanitaria Unica Regionale, Polo9 Cooperativa Sociale, Sineglossa Creative Ground, Arkopolis.


Oltre Ancona

Accanto ai progetti una serie di proposte di importanti centri di cultura delle Marche a sostegno della candidatura del capoluogo testimoniano legami e consapevolezza della necessità di una diffusa rete di cooperazione e di offerta culturale. Tra questi, già programmati i progetti proposti dal Comune di Senigallia, dalla Santa Casa di Loreto, dal Comune di Macerata, L’Università di Macerata, con la curatela del Rettore Francesco Adornato. Una rete di enti e istituzioni che si moltiplica ed evidenzia lo spirito di collaborazione reciproca, come nel caso di Ancona e Fano, entrambe candidate a capitale italiana della cultura, ma disposte a lavorare di comune accordo con gli enti sovracomunali che le sostengono.


by Silvia Tamburriello.

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